Non c’è l’accordo sul contratto da applicare, sulle ore di lavoro e, quindi, sulla busta paga che già alle condizioni attuali resta per lo più sotto gli ottocento euro: si è arenata dopo quattro incontri la trattativa sul cambio d’appalto dei servizi di portierato dell’Università di Cagliari, dove il raggruppamento temporaneo di tre imprese (Coopservice, Vedetta 2 Mondialpol e Vigilpol) subentra alla cooperativa Sfl. Perciò Filcams Cgil e Fisascat Cisl Cagliari chiedono
l’intervento della committente e domani mattina, dalle 9 e 30 alle 12, saranno insieme ai lavoratori davanti al palazzo del Rettorato in via Università.

Le imprese che si sono aggiudicate la gara avevano persino annunciato 29 esuberi fra i 130 lavoratori, un’ipotesi scongiurata nell’incontro sindacale di ieri, nel corso del quale però, hanno ribadito che confermeranno i 117 tempi indeterminati ma a condizioni contrattuali diverse. La ragione sarebbe legata ai tagli all’appalto decisi dall’Universita che, sempre secondo le imprese, avrebbe ridotto le aperture da 52 a 45 settimane. Filcams e Fisascat contestano l’esistenza di un esubero di ore o di tagli all’appalto, perché non risultano dal capitolato.

I sindacati ricordano inoltre che già nel precedente cambio d’appalto, ai lavoratori era stato imposto un contratto diverso, con un taglio del 35 per cento, e che quindi oggi una ulteriore riduzione (si parla di stipendi per la maggior parte part time, decisamente inferiori agli 800 euro del full time) è improponibile e inaccettabile.

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