La pandemia frena le nascite: solo 5,1 ogni 1000 abitanti. A livello nazionale mai così poche culle dall'Unità d'Italia

SASSARI. Il 2020 con l'irrompere della pandemia ha lasciato strascichi più evidenti a livello demografico nelle aree, come la Sardegna, che avevano già a che fare con problemi gravi sul piano economico e sociale. L'isola risulta la regione col peggiore tasso di natalità, 5,1 nati per 1000 abitanti, ed è in fondo a una graduatoria che vede la provincia autonoma di Bolzano prima con 9,6 per 1000. Lo rileva l'Istat nel report «La dinamica demografica durante la pandemia covid-19 - anno 2020».

La geografia delle nascite mostra un calo generalizzato, più accentuato al Nord-ovest (-4,6%) e al Sud (-4,0%), con un nuovo record di poche nascite (404.104). I dati nazionali sulla natalità si intrecciano con quelli dei decessi, che nel 2020 in totale ammontano a 746.146, il numero più alto mai registrato dal secondo dopoguerra, con un aumento rispetto alla media 2015-2019 di oltre 100 mila unità (+15,6%): si aggrava la dinamica naturale negativa che caratterizza l'Italia, per cui il saldo naturale (la differenza tra nati e morti) nel 2020 raggiunge -342 mila unità, valore inferiore negli ultimi 160 anni solo a quello record del 1918 (-648 mila), quando l'epidemia di «spagnola» provocò quasi metà degli 1,3 milioni dei decessi di quell'anno.

Un altro dato riguarda l'aumento dei decessi nel periodo ottobre-dicembre 2020, quando anche il centro sud è stato interessato pesantemente dalle ondate pandemiche. Sebbene il prezzo più alto in termini di eccesso di mortalità sia pagato ancora una volta dal Nord (+40,0%), diventa consistente anche nelle regioni del Centro (+24,2%) e del Mezzogiorno (+26,1%), relativamente risparmiate durante la prima fase. Ebbene, tra le regioni di tutto il centro sud, la Sardegna è quella che ha pagato il prezzo maggiore, con un +34,9% di decessi, davanti alla Puglia +30,5% rispetto alla media degli anni 2015-2019. L'isola è seconda solo alla Puglia nel periodo giugno-settembre. Il dato dell'Istat conferma e anzi peggiora quello pubblicato pochi giorni fa dal Rapporto annuale sull'evento nascita in Italia (dati del 2018), provenienti dal flusso informativo del Certificato di Assistenza al Parto (CeDAP). Il tasso di natalità andava da 5,7 nati per mille donne in età fertile in Sardegna a 10 nella Provincia Autonoma di Trento, rispetto ad una media nazionale del 7,3. La fecondità mantiene l'andamento decrescente degli anni precedenti: nel 2018 il numero medio di figli per donna scende a 1,32 (rispetto a 1,46 del 2010). Le regioni in assoluto meno prolifiche sono Sardegna, Basilicata e Molise.

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Fonte: La Nuova Sardegna

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