Seconde case: i sindaci non si fermano, in arrivo nuove ordinanze
Dopo il provvedimento della Regione iniziative a Tresnuraghes, Bosa e Fordongianus 

Passeggeri all’aeroporto di Olbia – Foto Geasar

I sindaci vogliono dare un segnale forte e non si fermano: nelle seconde case dell’Isola, se non si hanno validi motivi di salute, lavoro o necessità, non si entra.

Anche in provincia di Oristano le iniziative dei singoli amministratori comunali proseguono – dopo i provvedimenti annunciati a Scano Montiferro, Bauladu e Macomer -, nonostante la firma nella tarda serata di ieri da parte del presidente Solinas di una ordinanza restrittiva sugli accessi in Sardegna da parte dei proprietari di seconde case.

Ha annunciato la firma di un’ordinanza il sindaco di Tresnuraghes, Gian Luigi Mastinu: “Domani incontrerò il sindaco di Bosa, Pier Franco Casula, per concordare un’azione comune. Mi dispiace adottare una soluzione estrema, ma non abbiamo alternativa per tutelare la nostra salute”.

Il sindaco ha fatto sapere che al più tardi martedì firmerà il documento che vieterà l’arrivo nelle seconde case se non strettamente necessario per motivi di salute, lavoro e necessità: “Le seconde case a Tresnuraghes sono tante, non possiamo rischiare”.

Ordinanza già firmata dal sindaco di Fordongianus, Serafino Pischedda: “Con alcuni colleghi stavamo pensando di farlo già da lunedì e ieri abbiamo deciso di annunciare la nostra intenzione per forzare la mano a una presa di posizione della Regione. Anche se in serata è arrivato il provvedimento del presidente Solinas, ho comunque deciso di firmare stamattina l’ordinanza perché era pronta”.

“La presenza di seconde case a Fordongianus non è significativa”, continua il sindaco, “ma in generale in Sardegna non è certo esigua. È un segnale che intendo dare perché ci sia la massima sorveglianza”.

“Ci pesa non poter vedere parenti che vivono nella Penisola o all’estero, io stesso ne ho”, precisa Pischedda. “Ma trovo stolto il provvedimento del Governo, che impone la permanenza in casa a chi risiede nelle zone rosse per non far circolare il virus e poi ammette gli spostamenti per raggiungere le seconde case. Allora l’obiettivo non è la salvaguardia dal virus”.

“A parti invertite”, conclude il sindaco di Fordongianus, “il mio pensiero sarebbe stato il medesimo: chi risiede nelle zone rosse non può spostarsi in quelle bianche”.

Giovedì, 18 marzo 2021

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Fonte: Link Oristano

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