“L’assistenza sanitaria farmaceutica nella Casa Circondariale “Ettore Scalas” di Cagliari-Uta risulta deficitaria, con carenze nella disponibilità dei medicinali e dei presidi e conseguenti ritardi nella distribuzione dei farmaci ai detenuti. Una situazione che negli ultimi mesi si è verificata spesso determinando preoccupazione tra i familiari delle persone private della libertà”. Lo afferma Maria Grazia Caligaris, dell’associazione “Socialismo Diritti Riforme”, facendo proprie le segnalazioni di alcuni familiari preoccupati per “l’inadeguatezza dell’assistenza a persone che non hanno la possibilità di attingere autonomamente alle cure e alle terapie”.“Non è la prima volta – osserva Caligaris – che si verificano carenze nella disponibilità dei farmaci nel carcere cagliaritano. Un problema che a cadenze fisse si ripresenta probabilmente per un’organizzazione deficitaria. La responsabilità delle forniture dei farmaci nel presidio sanitario penitenziario è in capo all’ATS. Mensilmente infatti dalla Casa Circondariale vengono inoltrate le richieste per avere garantite le medicine necessarie nonché presidi vari compresi garze, bisturi, cannule, cerotti, ovatta, provette, sondini, disinfettanti. Si tratta di materiali indispensabili per garantire l’assistenza a circa 560 persone (22 donne) e al personale qualora si presenti la necessità. Non sempre però evidentemente le forniture sono complete e quindi adeguate alle richieste”.“La carenza dei dispositivi – sottolinea ancora l’esponente di SDR – mette a dura prova non solo i pazienti, spesso con gravi disturbi psichiatrici, ma anche i sanitari. Per ovviare al disagio si provvede a prescrivere i farmaci con le ricette, una pratica che, benché sia prevista e autorizzata, su larga scala determina un aggravio di spese senza garantire una migliore qualità del servizio anche perché molti farmaci e presidi non sono prescrivibili a carico del Servizio Sanitario e l’acquisto attraverso le Farmacie del circondario determina una dilatazione dei tempi di somministrazione delle terapie”.“E’ appena il caso di ricordare che la salute è un diritto costituzionale. Deve essere garantito a tutti i cittadini. In un periodo in cui la pandemia di COVID19 sta creando seri problemi per la vita di ciascuno e in attesa che la vaccinazione venga estesa agli operatori delle carceri e a tutti i detenuti, le carenze nella disponibilità dei farmaci – conclude Caligaris – devono essere immediatamente colmate. L’auspicio è che l’assessore regionale della Sanità se ne faccia carico e intervenga con sollecitudine a risolvere il problema”.

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