Decine di insegnanti precari davanti all'Ufficio scolastico regionale contro l'algoritmo che ha assegnato le cattedre. Bandiere, cartelli e slogan per contestare le nomine mancate o gli spezzoni che portano gli insegnanti a dividersi in due scuole lontane tra di loro.
    "Chiediamo la rettifica delle nomine - spiega Liliana Paulis, Cobas, insegnante di musica - perché l'algoritmo sta sbagliando: abbiamo le prove, i reclami sono già partiti". I precari in coro hanno chiesto il ritorno alle nomine in presenza. "Manca la trasparenza - ha detto una docente al microfono - non si capisce più niente. Non si può insegnare un po' a Nurri, un po' a Villasimius. E chiediamo che si ritorni al passato: la situazione era più chiara".
    Altri docenti parlano anche di domande difficili da compilare.
    "Basta precariato, vogliamo lavoro stabile": è uno dei messaggi scritti a mano in un cartello colorato. Una delle richieste riguarda proprio la stabilizzazione dopo tre anni di precariato.
    Alla protesta lanciata dai Cobas, anche l'Usb. Appoggio ai docenti. Ma anche agli studenti. Ad esempio ai ragazzi che frequentavano le serali di enogastronomia a Sanluri. "Siamo arrivate alla quarta - spiegano Nicoletta Zara e Patrizia Melis - e ora ci comunicano che il corso è interrotto: non possiamo andare a scuola per completare gli studi". Dopo innumerevoli sacrifici - denuncia Usb - si vedono privati del diritto e della possibilità di arrivare alla meta".
    Prime risposte da parte del direttore dell'Usp di Cagliari Peppino Loddo: subito ha incontrato i manifestanti e ha cercato di rassicurare i docenti: "Stiamo già facendo il possibile - ha detto - molte nomine sono state rettificate. Stiamo prendendo in esame tutti i reclami. Per quanto riguarda le cattedre spezzate, non possiamo far altro che rispettare quanto previsto dalla contrattazione: non possiamo che rispettare le regole".
   

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Fonte: Ansa Sardegna

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