“In quasi nove mesi dallo scoppio della Pandemia in Italia sino ad oggi sono tante le informazioni acquisite in campo medico che ci permettono di rispondere in modo più adeguato alle esigenze dei malati covid. In quest’ottica la Federazione Cure Palliative (FCP) e la Società Italiana di Cure Palliative (SICP) hanno già proposto un documento congiunto che definisce le azioni necessarie affinché a tutte le persone malate, ovunque siano assistite, siano assicurate le cure necessarie a controllare i sintomi e ad evitare la sofferenza inutile. Prescrizioni che si auspica vengano applicate sin da subito ai pazienti affetti da covid in fase terminale anche in Sardegna”.“La situazione in cui versano i pazienti covid ricoverati negli ospedali sardi è particolarmente grave e meritevole di attenzione – osserva Desirè Manca. In questo momento ritengo sia fondamentale che le terapie del dolore vengano estese anche a quei malati di covid che rischiano un’intensificazione dei sintomi che potrebbe essere evitata. La città di Sassari, inoltre, la più colpita anche durante questa seconda ondata pandemica, ancora non dispone di un Hospice per malati terminali, che vengono assistiti e curati da un’équipe ospedaliera”.Questa la premessa della consigliera pentastellata Desirè Manca, prima firmataria di una mozione che impegna la Giunta e l’assessore alla Sanità ad estendere le cure palliative ai malati di covid in fase terminale.“Con la delibera regionale del 15 gennaio 2019 la Regione Sardegna si è già impegnata ad approvare gli indirizzi per il rafforzamento della rete regionale per le cure palliative composta da esperti delle reti locali e del settore. Inoltre, è stato dato mandato all’assessore alla Sanità di sottoporre alla Giunta una dettagliata relazione sullo stato di attuazione della rete con eventuali proposte di miglioramento del modello indicato all’epoca”.“La tenuta della sanità nella nostra regione è gravemente a rischio. Medici, infermieri, Oss, ausiliari, operatori del 118, chiunque lavori in ospedale sta facendo i salti mortali. Il sacrificio non riguarda soltanto il livello fisico perciò è essenziale fornire un supporto di tipo psicologico. Questi lavoratori si trovano a contatto con il dolore e la sofferenza umana nella gestione di un’emergenza epocale. Per questo chiedo che venga loro dedicata una corsia preferenziale di accesso all’assistenza psicologica qualora lo richiedano”.

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