Ai giudici della Corte d’Appello di Sassari la patata bollente: convalidare o revocare il fermo del leader catalano Carles Puidgemont, bloccato ieri al suo arrivo all’aeroporto di Alghero in esecuzione di un mandato d’arresto spiccato dalle autorità spagnole. Sedizione è l’accusa, sempre quella, a carico dell’europarlamentare nei confronti del quale non si capisce bene, tra i mille cavilli della giustizia internazionale, se goda o meno dell’immunità. Di sicuro il fatto che sia stato bloccato ad Alghero, la Catalogna d’Italia, rischia di assumere un forte valore simbolico. Pro o contro Madrid ancora non si può sapere in una vicenda nella quale, in ogni caso, qualunque cosa verrà decisa in Sardegna finirà all’attenzione degli organi supremi di giustizia dell’Unione Europea.“Arrestare un rappresentante del popolo catalano che siede nel Parlamento europeo, che si muove per svolgere le sue funzioni e per di più arrestarlo in Sardegna in una città di tradizione e cultura catalana come Alghero, è un fatto politico rilevante e un vulnus preoccupante, sebbene compiuto a seguito di un atto giudiziario”, ha dichiarato la deputata sarda del Pd e presidente della commissione Lavoro della Camera Romina MuraIl presidente del Consiglio regionale della Sardegna Michele Pais ha espresso solidarietà politica nei confronti di Puigdemont e ha auspicato la sua immediata scarcerazione riconoscendogli il ruolo di “un uomo che lotta, pacificamente e democraticamente, per i valori e le identità del suo popolo”.“La Sardegna, terra del confronto e di pace tra i popoli – ha aggiunto Antonio Moro, presidente del Partito Sardo d’Azione – oggi appare nelle cronache come l’Isola dove la polizia italiana, su mandato della magistratura spagnola, ha messo le catene al diritto alla libertà e all’indipendenza del popolo catalano”.Il sindaco di Alghero Mario Conoci ha dichiarato di avere “fiducia nella magistratura italiana” pubblicando una foto di Puigdemont nel suo profilo Facebook in segno di solidarietà.“La giustizia spagnola ha condannato Puigdemont sulla base di un reato, il reato di sedizione, che non esiste in nessun ordinamento democratico e che rappresenta un capo di accusa palesemente persecutorio e di natura strettamente politica”, ha spiegato il coordinatore della Lega in Sardegna, Eugenio Zoffili.Mobilitate tutte le forze indipendentiste sarde che in mattinata hanno promosso un sit in davanti alla sede della Corte d’Appello sassarese. Al grido di “Libertà per i prigionieri politici catalani” hanno ribadito che l’ex presidente non sarà lasciato solo.Per il Partito dei Sardi occorre favorire la ripresa di un dialogo dove la politica ed il confronto democratico, prevarranno sugli istinti repressivi e sui giustizialismi.

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