Sardegna, la delusione dei sindaci soli a decidere sui negozi: “Più che l’indice, è arrivato il medio”. La grande amarezza della sindaca di Fonni Daniela Falconi: “Tutta la settimana aspettando l’indice ed è davvero arrivato il medio.  La notte porterà consiglio, spero. Per chi vuole consultare tutto, questo è il link”. Il riferimento della sindaca è al fatto che i primi cittadini si sentono in una situazione di scarsa chiarezza: il documento infatti dà una sorta di “non classificato” agli indici di quasi tutti i Comuni, che però- secondo fonti vicine alla regione- significa che i contagi sono irrilevanti e dunque in teoria le aperture di negozi, parrucchieri ed estetisti in quei Comuni sono consentiti. Ma decidono loro, i sindaci. Per la città Metropolitana c’è un codice univoco di 0,45 (che teoricamente avrebbe consentito le riaperture) ma lo stesso Truzzu ha chiarito ad esempio che Cagliari ha un indice superiore allo 0,5, dunque non può riaprire. E lunedì non riapre nessuno, per prudenza, in tutta la Città Metropolitana di Cagliari. Attenzione, poi: giustamente il consigliere comunale di Cagliari Pierluigi Mannino ha ricordato su Fb che se i contagi dovessero risalire in una città come Cagliari oltre lo 0,5 anche più avanti, i sindaci sarebbero obbligati a richiedere i negozi appena riaperti. Quindi zero a zero, tutti a casa nella disperazione dei commercianti.

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