Cagliari

A Cagliari due giornate di confronto. Presenti anche i sindaci di Sorradile e Villa Sant’Antonio per parlare di zone interne e spopolamento

Due giorni di dialogo su futuro delle grandi isole del Mare Nostrum: a Cagliari nei giorni scorsi si sono riuniti i rappresentanti di Sardegna, Baleari, Corsica e Malta, per gettare le basi per un futuro di cooperazione “che dia sostanza al riconoscimento nella Costituzione dell’insularità sarda in un’ottica transfrontaliera, aprendo così una nuova stagione dell’Autonomia per la Sardegna in Europa”.

Negli spazi della Manifattura Tabacchi – sala eventi di Opificio Innova – si è svolto l’appuntamento “Le Isole del Mediterraneo”, promosso dal Centro Italo Arabo e del Mediterraneo, con il contributo della Fondazione di Sardegna. Quattro gli eventi principali: un convegno e tre incontri tematici dove si è discussa la possibilità di far nascere una grande Macroregione mediterranea, che faccia dell’insularità un elemento di sviluppo e di rilancio economico dei territori. Tra i protagonisti di uno degli incontri due rappresentanti dell’Oristanese: il sindaco di Sorradile, Pietro Arca, e il collega di Villa Sant’Antonio, Fabiano Frongia, hanno preso parte al confronto sullo spopolamento delle zone interne.

L’iniziativa “Le Isole del Mediterranea” si era aperta (il 30 novembre) con un convegno internazionale dal titolo “Verso una macroregione tra le isole del Mediterraneo”, al quale hanno preso parte autorevoli relatori provenienti dalle isole interessate, allo scopo di valutare le opportunità che possono nascere dalla creazione di una macroregione intesa come istituto che promuove la cooperazione interna all’Unione europea.

I lavori, coordinato dal giornalista Alessandro Aramu, sono stati aperti da Raimondo Schiavone, Presidente del Centro Italo Arabo e del Mediterraneo. A seguire le relazioni di Mauro Carta, Presidente C.R.E.I. Acli Sardegna, Isabel Vera Santiago delle Isole Canarie, Giusy Cardia, amministratrice dell’Istituto Italiano di Cultura de La Valletta (Malta), e Sandro Murtas dell’associazione Badde Salighes 1879. Ha tratto le conclusioni Antonello Cabras, presidente della Fondazione di Sardegna.

“E’ necessario il dialogo tra le Isole, altrettanto necessari i progetti di sistema, di integrazione, di partecipazione sociale, ha detto Sandro Murtas. “Sono necessari investimenti e infrastrutture tecnologiche di servizio con una chiara visione di futuro che dobbiamo costruire oggi”.

Molto chiara la posizione di Antonello Cabras: “Bisogna sostenere la realizzazione di un nuovo modello di sviluppo sociale ed economico dei territori, fondato sulla cooperazione e sulla sostenibilità e sostenuto dai progetti di transizione verde e digitale. Diffondere, nel sistema sociale e nelle comunità locali, l’idea e il modello partecipato per la sua reale attuazione nei territori. Ma una Macro-regione è possibile solo se si guarda alla sponda Sud del Mediterraneo, anche nell’ottica del ripopolamento di una terra che si sta impoverendo e che sta invecchiando. I numeri sono impietosi: i luoghi si riabitano solo se si ripopolano. Il progetto di una più fattiva collaborazione dei Paesi del bacino del Mediterraneo in un’ottica transfrontaliera è dunque auspicabile se si apre alla creazione di una macroregione che veda la cooperazione come una possibilità”.

“Il futuro della Sardegna, lo dicono i numeri, è preoccupante e occorre guardarlo in faccia con chiarezza”, conclude Cabras, “per questo bisogna essere pronti ad accettare nuove sfide, creando nuove possibilità per tutti coloro che in quest’Isola vogliono restare, vogliono tornare e vogliono venire, guardando anche alla sponda Sud del Mediterraneo”.

Impossibilitato a partecipare per pregressi impegni istituzionali, il presidente della Regione Christian Solinas ha voluto ricordare con un messaggio come Sardegna, Corsica, Gozo e Baleari abbiano “costituito già nel 2020 una piattaforma di cooperazione per presentarsi unite alle istituzioni dell’Unione Europea, con precise e urgenti rivendicazioni. Tra queste, la piena attuazione dell’art. 174 del TFUE che, partendo dalla definizione chiara degli svantaggi geografici, naturali e demografici delle isole, individui le misure compensative per superare le sfide e i vincoli derivanti dall’insularità”. Solinas chiede “un impegno preciso della Commissione sulle misure che si intendono adottare nel breve e medio termine; l’applicazione della clausole di insularità con la rimodulazione del sistema di aiuti di Stato che debbono essere adattati ai vincoli specifici delle isole in tema di trasporti, connettività digitale, reti energetiche, gestione delle risorse naturali”. “Su queste basi”, afferma Solinas, “le isole mediterranee hanno sancito un’intesa politica e strategica di grande importanza, che sarà lo strumento per presentarci uniti alle istituzioni europee”.

La giornata di mercoledì 1° dicembre è stata dedicata ai tre incontri tematici: “Le donne delle isole del Mediterraneo: esperienze di governo”; “Spopolamento delle zone interne e politiche migratorie”; “Insularità e trasporti: modelli di continuità territoriale aerea e marittima”. Il primo coordinato da Graziano di Paola, direttore generale di Primaidea, il secondo e il terzo dal giornalista Guido Garau.

Per Le donne delle isole del Mediterraneo: esperienze di governo, presentate e relazioni di Isabel Vera Santiago (Isole Canarie), Elvira Usai (sindaca di San Giovanni Suergiu), Roberta Loi (consulente dell’Assessorato al Turismo della Regione Sardegna) e Giusy Cardia (amministratrice dell’Istituto Italiano di Cultura a La Valletta, Malta). “Trasporti e continuità territoriale, esenzioni e agevolazioni per le imprese, incentivi per i giovani e opportunità nel settore turistico. Sono questi i principali temi su cui si incentra il progetto di confronto sullo sviluppo tra la Sardegna e l’arcipelago delle Canarie” dice Isabel Vera Santiago. “Ciò che vogliamo ottenere” conclude “è la creazione di un sistema di relazioni stabili e di confronti periodici in grado di portare risultati concreti”.

Il secondo confronto, su Spopolamento delle zone interne e politiche migratorie, ha coinvolto Pietro Arca (sindaco di Sorradile), Umberto Oppus (sindaco di Mandas) e Fabiano Frongia (sindaco di Villa Sant’Antonio). “Dimenticati dalla politica e da concreti programmi di sviluppo, i nostri borghi chiedono da tempo progettazione, visione, idee attuative e sistemi valoriali condivisi per le comunità locali, che offrano almeno la prospettiva di un decennio” ha detto Pietro Arca,  esprimendo forte preoccupazione circa l’attuazione di politiche ad ampio raggio nel territorio.

“Chiediamo parità per tutti i paesi” dice Umberto Oppus, sindaco di Mandas, “sullo spopolamento, sulla disoccupazione, sulla dispersione e l’abbandono scolastico: la Sardegna ha bisogno di dare a tutti le stesse condizioni per guardare al futuro”.

“Senza un’adeguata e consistente crescita del territorio, un potenziamento degli strumenti istituzionali e dei servizi con è possibile guardare oltre” ha aggiunto Fabiano Frongia, sindaco di Villa Sant’Antonio. Tutti registrano forti carenze sia di livello regionale che nazionale, imputabili al mancato coinvolgimento del territorio e al riconoscimento delle istanze locali.

Il terzo e ultimo incontro, su Insularità e trasporti: modelli di continuità territoriale aerea e marittima, si è svolto alla presenza di Natale Ditel (segretario generale dell’Autorità di sistema portuale del Mare di Sardegna) e Gianfranco Fancello (docente di Trasporti all’Università di Cagliari). Il tema, la ricerca di un modello di continuità territoriale. “La continuità territoriale deve garantire ai cittadini il diritto alla mobilità e allo sviluppo economico” dice Gianfranco Frongia, che spiega: “Con l’Università abbiamo studiato un nuovo modello che include gli elementi di maggior rilievo precedentemente analizzati. Puntiamo a soddisfare le caratteristiche del sistema sardo, strutturato in modo da garantire copertura su tutte le linee, servizio minimo garantito anche durante i periodi di minor domanda e prezzi calmierati per i residenti su tutte le linee e per tutto l’anno. Il modello misto prevede uno sconto (con possibili opzioni di copertura) sulle tariffe dei residenti per le sole tratte in libero mercato e la compensazione degli obblighi di servizio pubblico per le tratte da inserire in convenzione. L’implementazione del modello misto comporterebbe per le compagnie l’attuazione di politiche volte al miglioramento dell’offerta, quindi a migliori condizioni di viaggio per gli utenti”.

La Macroregione è un’opportunità, aggiunge Ditel: “L’obiettivo di un gruppo di cooperazione coincide, infatti, con la necessità di cogliere le opportunità di crescita, di miglioramento economico e infrastrutturale da parte di quei territori che, sebbene ubicati in luoghi differenti, denotano forti legami e vicinanze geografiche.

“Le Isole del Mediterraneo” è stato organizzato in partnership con i Comuni di Mandas, Sorradile e San Giovanni Suergiu, l’associazione Badde Salighes, C.R.E.I. ACLI della Sardegna, ITS Fondazione Blue Zone e Opificio Innova. Media Partner: Sponda Sud Rivista di Geopolitica, Paesi Arabi, Matex Web Tv e Cagliaripad.

Sabato, 4 dicembre 2021

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Fonte: Link Oristano

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