Va avanti la battaglia della Regione per cercare di riportare la Sardegna in zona gialla. Già da ieri gli uffici dell’assessorato regionale della Sanità sono al lavoro per preparare un dossier che, negli intenti, dovrà essere recapitato direttamente a Roma, al ministero della Sanità. L’obbiettivo è dimostrare che, se l’Isola è stata declassata a livello di colore per via dei dati delle occupazioni in terapie intensive, quei numeri sono sorpassati. Oggi l’assessore regionale Mario Nieddu sarà ascoltato dalla sua commissione regionale di riferimento, quella della Sanità. Appuntamento nel pomeriggio, alle 15, come confermato dal presidente Domenico Gallus, che già ieri sera, a Radio Casteddu, ha spiegato che “ora siamo in condizioni di dare nuovi dati in un dossier al ministro Speranza. Se non riuscissimo per le vie breve proveremo con un ricorso al Tar”. E Nieddu potrebbe portare a maggioranza e opposizione il dossier già pronto, con dentro analisi, numeri e dati. Una mossa che, se non dovesse bastare, porterebbe a un ricorso al Tar che, eventualmente, sembra ormai inevitabile. Serviranno comunque giorni per arrivare a un risultato: la Sardegna resterà in arancione per due settimane o potrà già tornare “gialla” da domenica prossima? Il viceministro della Salute Pierpaolo Sileri, ieri, ha affermato che, per quanto riguarda la Sardegna, ci sono “delle catene di trasmissione in alcune aree che inficiano il valore R0, tanto da dare un rischio elevato e far scattare la zona arancione. Servirà, dopo una settimana, una rivalutazione di questi dati, inserendo i 30 nuovi posti letto di terapia intensiva, e rivalutare il peso dell’R0. Nei parametri l’R0 ha un valore troppo alto”. 

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