La caretta caretta avvistata da un pescatore ora sta bene ed è ricoverata nel Centro di recupero animali marini del parco dell'Asinara

SANTA TERESA. Speranza Teresina adesso sta bene, ma ha rischiato di morire a causa della plastica ingerita. La tartaruga caretta caretta salvata il 28 febbraio nelle acque di Capo Testa dopo essere stata avvistata in evidente stato di difficoltà da un peschereccio, ora è ricoverata nel Centro recupero animali marini del parco dell'Asinara. 

Le radiografie hanno subito messo in evidenza delle aree scure a livello intestinale. L’ipotesi che potesse trattarsi di una costipazione da ingestione di plastica doveva però essere confermata e quindi i biologi e il veterinario del Crama hanno alimentato Speranza Teresina con del pesce molto grasso, per favorire l’evacuazione di eventuale materiale pesante presente nel suo intestino. Cosa che infatti è avvenuta. Se non fosse stata recuperata, la tartaruga sarebbe quasi sicuramente morta. 

«Ci sono troppi residui plastici che navigano nei nostri mari - spiegano dal Parco della Maddalena e a quello dell'Asinara - mettendo seriamente a rischio la vita degli animali marini. La specie Caretta caretta nel Mediterraneo è classificata come “in pericolo” ed è nella lista rossa dell’Unione internazionale per la Conservazione della natura e specie prioritaria secondo Direttiva habitat, pertanto necessita di particolare attenzione dal punto di vista conservazionistico».

Speranza Teresina era stata soccorsa a fine febbraio grazie a un intervento di squadra tra Parco di La Maddalena con l’Associazione Seame Sardinia, in coordinamento con la Amp di Capo Testa Punta Falcone, il Corpo Forestale di Vigilanza Ambientale e la Delegazione di spiaggia della Guardia Costiera. 

L'animale era stato consegnato al personale dell’Associazione Crama, che gestisce il Centro di Recupero Animali Marini del Parco Nazionale dell’Asinara. 

In caso di spiaggiamento e/o di avvistamento di tartarughe marine, delfini o altri cetacei in difficoltà, non bisogna avvicinarsi troppo all’animale, evitare di toccarlo e chiamare subito la Capitaneria di Porto (????) o il CVFA (????). 

Fonte: La Nuova Sardegna

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