“Sanità, un mondo alla rovescia che crea altre diseguaglianze”
L’ex consigliere regionale Attilio Dedoni denuncia la situazione dell’Oristanese

Da consigliere regionale, Attilio Dedoni era stato presidente della Commissione d’inchiesta sulla sanità. Nessun dubbio quindi che conosca la materia, quando denuncia i mali del servizio sanitario pubblico nell’Oristanese, dalle note carenze di personale negli ospedali a una campagna di vaccinazione anti-Covid che procede a rilento. Ecco l’intervento dell’animatore del Movimento Popolare Civico.

Capisco che potrei correre il rischio del monotematismo riprendendo ancora una volta i gravosi problemi di una sanità “in panne”. Ma rilevare la gravità della condizione sanitaria e operarne una pubblica denuncia è un necessario dovere, per evidenziare il malessere e richiedere in modo deciso il ripristino di un servizio sanitario degno di un paese civile. E se ciò lo si propone alla stampa e ai mass media diviene un fatto doveroso, affinché l’opinione pubblica venga informata, attraverso una libera e adeguata stampa che oltre informare forma la coscienza civile.

Attilio Dedoni

Ormai sono mesi che i titoli della stampa enunciano la gravità e la crisi della sanità in Sardegna e soprattutto nelle zone interne, crisi che colpisce con maggiore virulenza nella provincia di Oristano. Fermo restando il fatto che si sia varata a suo tempo una “cosiddetta” riforma sanitaria sballata nei suoi equilibri, incapace di offrire servizi e di diffonderli nei territori, specialmente in quelli più deboli e privi di risorse.

Oggi, in tempo di pandemia, gli sconquassi che portano a un’ulteriore malasanità e a turbamenti ci dimostrano a quale pericolosità pubblica si stia addivenendo senza porre alcun rimedio. Talché la stessa vaccinazione vede la Sardegna ultima nel panorama nazionale, e nel periodo post pasquale si evidenzia ancora di più l’inconcludenza e l’incapacità di imporre una svolta al nostro sistema.

Se poi facciamo una rapida discesa verso gli inferi, ci accorgiamo, tolte le città metropolitane del nord e del sud, di quanto dolore e stridore di denti si percepiscano nelle corsie ospedaliere e negli altri gironi sanitari.

È scioccante assistere a una negata salute pubblica con pronto soccorso semi-aperti, privi perfino di servizi igienici. Non si parli poi delle corsie dei vari reparti, con carenza di medici, di infermieri e di OSS. Ma il meglio lo danno le sale operatorie, dove per queste e altre carenze, vedi Oristano, non si riesce a programmare se non un intervento per settimana, al di là di urgenze, necessità e operatività.

Poi si assiste ai vari girotondo organizzati da sindaci, da varie associazioni socio-assistenziali, o comunque gruppi di sostegno di interesse pubblico che vengono sistematicamente ignorati dalle istituzioni e dalle autorità competenti. Purtroppo si registra con dolore che ultimamente vengono umiliati e sostanzialmente ignorati i sindaci, cioè coloro i quali rappresentano i territori e sono l’espressione diretta dei comuni, prima cellula istituzionale della società.

Questo è il mondo alla rovescia che sta creando ulteriori diseguaglianze, povertà e inascoltate grida d’aiuto di chi auspicherebbe una vita migliore e degna di essere vissuta. A quando dobbiamo aspettare per poter sentire l’indignazione dei tanti e qualche piccola iniziativa dai responsabili delle istituzioni?

Attilio Dedoni

Giovedì, 8 aprile 2021

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Fonte: Link Oristano

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