Sanità, nuovo incontro in Prefettura. Stavolta Temussi ci sarà?
Impegno dell’assessore Nieddu, dopo l’assenza ingiustificata del commissario Ats

Si conoscerà entro domani la data del nuovo incontro che il prefetto Fabrizio Stelo si è impegnato a convocare tra i dirigenti dei sindacati della Sanità oristanese aderenti alla Cgil, Cisl e Uil, i sindacati medici Cimo, Aanao Assomed e Aaroi Emac ed il commissario dell’Ats Massimo Temussi.

Il prefetto Fabrizio Stelo

Il nuovo appuntamento si rende necessario perchè Temussi ha disertato la  riunione della settimana scorsa, ugualmente convocata dal prefetto Stelo: oltre ai sindacati, hanno partecipato solo l’assessore alla Sanità, Mario Nieddu, e il commissario dell’Assl di Oristano, Antonio Francesco Cossu.

Un’assenza, quella del commissario dell’Ats, criticata dai rappresentanti sindacali, che attendono da lui  concrete risposte sin dall’incontro di dicembre dell’anno scorso, quando a Temussi era stata sollecitata l’adozione delle urgenti misure necessarie ad arginare l’emergenza dei servizi sanitari della provincia, causata sopratutto dalla continua riduzione di personale e dal mancato adeguato di risorse strumentali.

“È’ evidente che al commissario Temussi non interessa affatto la situazione della sanità oristanese”, ha commentato Giampiero Sulis, segretario del sindacato Cimo. “Nell’incontro di dicembre scorso ci ha dedicato appena dieci minuti, a marzo ha poi snobbato i sindaci del distretto di Oristano riuniti per illustrargli la situazione della sanità oristanese, e questa volta non ha neanche ritenuto di farsi rappresentare da un dirigente dell’Ats, come pure ha fatto nei giorni scorsi in una riunione con il prefetto”.

L’assenza di Temussi è apparsa poco rispettosa anche del ruolo del prefetto Fabrizio Stelo, impegnato in una mediazione tra le parti apprezzata invece dai sindacati, che hanno deciso di sospendere la manifestazione di protesta già prevista e di stoppare temporaneamente la procedura di indizione di uno sciopero, pur confermando lo stato di agitazione.

Collegati in videoconferenza, i dirigenti sindacali hanno sottolineato il mancato rispetto degli impegni assunti da Temussi l’anno scorso. Sandro Fronteddu (Funzione pubblica Cgil) ha ricordato che ancora si attende la realizzazione della rete dei gas medicali al “Delogu” di Ghilarza e l’adeguamento di quella, insufficiente,  del “Mastino” di Bosa, tutt’e due ospedali Covid: interventi da completare – secondo l’impegno del commissario dell’Ats – entro lo scorso febbraio. Fronteddu ha anche riproposto la richiesta di un calendario di incontri tra sindacati e Ats per affrontare il grave stato di sofferenza degli organici.

Proprio sulle emergenze legate alla carenza di personale si sono soffermati anche gli altri dirigenti sindacali. Luigi Curreli dell’Anaao, parlando di “una sanità allo sbando, in provincia di Oristano”, ha puntato il dito contro “l’assenza della politica”.  Curreli ha poi ricordato la difficile situazione dell’Oncoematologia del San Martino, dove operano  “solo 2 ematologi  contro i 40 di Cagliari: un rapporto che non tiene conto della popolazione di riferimento ” .

Giuseppe Obinu, dell’AAroi, ha chiesto “l’indizione di concorsi riservati alla provincia di Oristano per l’assunzione di personale sanitario” e ha ricordato l’esodo degli anestesisti che pesa sull’attività di queste figure nei tre ospedali della provincia e sulle diverse altre attività a loro affidate, come le terapie palliative, di fatto negate ai pazienti che ne hanno bisogno.

Giampiero Sulis – Cimo

Giampiero Sulis, del Cimo, ha ricordato la grave situazione del Pronto Soccorso del San Martino, in perenne rischio di chiusura per la scarsa dotazione di personale: appena 7 medici, di cui solo 4 in grado di coprire tutti i turni. “L’unico Pronto Soccorso attivo a Sassari”, ha segnalato Sulis, “dispone di ben 26 medici”. Ma Sulis ha anche ricordato il grave ridimensionamento subito dall’ospedale di Oristano, “dove attualmente ci sono solo 25 posti letto in Chirurgia e appena 40 in Medicina”. Gli unici disponibili per tutta la provincia, dopo la destinazione degli ospedali di Bosa e Ghilarza al ricovero di soli pazienti Covid.

Michele Zucca, segretario della Sanità Uil, ha ricordato che è necessario “nominare un direttore sanitario che si occupi esclusivamente di Oristano, in sostituzione dell’attuale, il dottor Sergio Pili, impegnato anche a seguire San Gavino e l’incarico di referente degli ospedali dell’Ats”. Zucca ha anche ricordato “la necessità di dare stabilità alla struttura  organizzativa con la nomina dei primari alla guida dei reparti, quasi tutti attualmente affidati a facenti funzioni“.

Il commissario dell’Assl, Antonio Francesco Cossu, ha spiegato di non poter affrontare il problema della carenza di organico, ma di essere comunque intervenuto per bloccare il trasferimento di qualche medico.

L’assessore Mario Nieddu ha ammesso le gravi difficoltà dei servizi sanitari, “ma non abbiamo dimenticato la provincia di Oristano, come dimostra la recente inaugurazione del Punto di Primo Intervento di Ghilarza.”

L’assessore Mario Nieddu

Sulle carenze di personale ha poi spiegato che “i medici non vogliono venire a lavorare a Oristano e non è possibile, come richiesto dai sindacati, prevedere concorsi dedicati”. Nieddu ha poi ricordato i 63 concorsi in corso di svolgimento in Sardegna, e ha anche lamentato che “il contratto di lavoro non permette lo spostamento di personale tra diverse province.”

L’assessore Nieddu si è infine impegnato ad assicurare  la presenza del commissario dell’Ats Massimo Temussi al prossimo incontro, da tenersi entro dieci giorni, e la cui data dovrà essere appunto da lui concordata con il prefetto Stelo entro domani.

Lunedì, 17 maggio 2021

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Fonte: Link Oristano

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