Oristano

Le assenze a causa del covid  condizionano l’attività dell’ospedale. Superlavoro per chi è rimasto è in corsia

Dopo l’emergenza del Pronto Soccorso ora, al San Martino di Oristano, c’è quella del reparto Medicina, la cui operatività è gravemente ondizionata dal gran numero di infermieri assenti perché positivi o in malattia, proprio in un momento di  maggiore necessità di personale.     

Con la riorganizzazione del servizio, scattata dopo la diffusione dei contagi tra pazienti e sanitari, i ricoverati sono stati infatti divisi un due distinte zone: una che ospita i positivi al Covid (23 quelli ricoverati al momento) e l’altra con 31 posti letto dedicati ai negativi al virus. Un numero insufficiente, considerato che sistematicamente si dirottano pazienti “in appoggio” ad altri reparti. 

Il nuovo assetto del reparto avrebbe necessità di due organici distinti,  uno per ognuna delle due aree.  Si trova invece a fare i conti con il solo organico originario, già insufficiente e ora anche decimato dalle assenze.  Al momento sono 10 gli infermieri rimasti a casa, dei quali 6 positivi al Covid e 4 in malattia. Assenti anche 4 OO.SS., anch’essi positivi. 

Non fa eccezione l’organico dei medici, già sottodimensionato, che si rivela insufficiente a far fronte alle nuove necessità. Nè ha risolto il problema l’arrivo di due pneumologi, uno dei quali si è subito dovuto assentare per problemi di salute.

A sostituire gli infermieri assenti, da qualche giorno si alternano i colleghi di altri reparti.  Una soluzione che, oltre che accentuare  le carenze nei reparti di provenienza, non risolve ma anzi contribuisce a peggiorare le già gravi difficoltà.  Gli infermieri arrivati a supporto, pur col massimo impegno dimostrato, spesso  si muovono infatti con grande difficoltà in un reparto che non è  il loro. Da qui gli inevitabili inconvenienti nella gestione delle cure e dell’assistenza. 

Nè stanno meglio i reparti di medicina del Mastino di Bosa e del Delogu di Ghilarza. 

Il primo, ormai riservato ai soli pazienti Covid, ne ospita al momento 12 e  resta aperto grazie ai tre soli medici rimasti in servizio dopo i tamponi positivi di due loro colleghi. I tre dottori per il momento riescono ad alternarsi sobbarcandosi turni e rinunciano ai riposi,  in contrasto con tutti i limiti imposti per legge al numero dei turni e ore di lavoro, ma la situazione, di eccezionale stress, non può durare a lungo. A Bosa al momento è assente anche un O.S., perchè positivo al Covid. 

Al momento nessun contagio fra gli infermieri al Delogu di Ghilarza, che vede costantemente tutti i 16 posti letto occupati da pazienti affetti da Covid. Gravi difficoltà anche qui per la copertura dei turni, affidati ad appena 4 medici, alcuni dei quali si trovano a lavorare anche 60 ore a settimana.

Tutto il personale dei tre diversi reparti di medicina si trova così a operare con carichi di lavoro e responsabilità eccessivi, destinati a pesare sulla serenità e sulla tenuta psico fisica di medici e infermieri. 

Una schiarita sembra invece arrivare al Pronto Soccorso del San Martino, dove ieri è rientrato in servizio uno dei medici assente da due settimane perché positivo. Restano ancora assenti gli altri sei medici dell’organico, sostituiti dai medici in affitto o da colleghi di altri reparti.

Intanto sta per essere dimesso l’ultimo paziente positivo al Covid ancora ospitato  nella zona dell’osservazione breve. Se non dovessero arrivarne altri, si potrà procedere alla sanificazione degli ambienti e alla ripresa dell’attività con i soli pazienti negativi al tampone. Sarebbe davvero una grande conquista.

Martedì, 16 febbraio 2022

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Fonte: Link Oristano

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