Potrebbe essere a una svolta l’inchiesta sulla scomparsa di Saman Abbas, la giovane di origine pakistana che si ritiene sia stata uccisa dai parenti per aver rifiutato un matrimonio combinato in patria. I resti di un cadavere sotterrati all’interno di un casolare abbandonato, sono stati trovati nelle campagne del comune di Novellara a poche centinaia di metri dalla casa dove la ragazza viveva. A rinvenirli, i carabinieri del nucleo investigativo del comando provinciale di Reggio Emilia. Le operazioni si preannunciano molto lunghe e delicate e potrebbero richiedere alcuni giorni. Il corpo si troverebbe sotto 2 metri di terra, senza alcun sacco o protezione di sorta. Sarà esumato entro la settimana. Per ora è stato ricoperto per evitare le infiltrazioni di acqua. La procura sta cercando di accelerare al massimo i tempi per procedere con le analisi e recuperare i resti.

Poi la risposta definitiva verrà dall’esame del Dna.

5 sono gli indagati per omicidio: oltre ai genitori, il padre Shabbar, arrestato il 12 novembre in Pakistan e la madre Nazia Shaheen, ancora latitante, alla sbarra ci sono anche tre familiari arrestati nei mesi scorsi all’estero, in Francia e in Spagna: lo zio 34enne Danish Hasnain, ritenuto l’autore materiale dell’omicidio, e i due cugini Ikram Ijaz (28enne) e Nomanhulaq Nomanhulaq (35 anni). E proprio Danish Hasnain avrebbe rivelato agli inquirenti dove scavare per trovare il corpo della ragazza.

La 18enne svanì nel nulla il 30 aprile 2021. Chi l’ha conosciuta l’ha definita una ragazza determinata e coraggiosa. Sognava una vita diversa rispetto a quella decisa per lei dalla sua famiglia. Per questo, ipotizzano investigatori ed inquirenti, è stata uccisa. Saman aveva un fidanzato, un connazionale conosciuto sui social. Un ragazzo con cui forse voleva scappare per iniziare una nuova vita.

In un video pubblicato su Tik Tok nel giorno del suo 18esimo compleanno, Saman appare come una delle tante ragazze che si incrociano per strada. In realtà la sua è una storia non comune. Quel giorno unico nella vita non lo trascorre in famiglia, come la maggior parte delle coetanee, ma in una comunità protetta, nella periferia del capoluogo emiliano.

La giovane infatti ha appena denunciato padre e madre per le nozze combinate: nel novembre 2020 viene trasferita nella struttura di protezione. Cosi’ le nozze, già fissate per il 22 dicembre, quattro giorni dopo il 18esimo compleanno della ragazza, non si celebrano. E i carabinieri denunciano il padre e la madre per costrizione al matrimonio.

Dopo alcuni mesi trascorsi in comunità, l’11 aprile 2021 Saman decide di tornare a casa. Vuole prendere i suoi documenti, la carta d’identità e poche cose, e andarsene via di nuovo. Probabilmente vuole partire con il fidanzato. Secondo gli inquirenti sarebbe allora scattata la reazione dei parenti che l’avrebbero uccisa.

Forse la verità è veramente ad una svolta, sepolta sotto 2 metri di terra e macerie. La risposta sta nel Dna che si riuscirà a recuperare da quei poveri resti.

 

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L'articolo Saman, uccisa a 18 anni perché voleva scegliere con chi sposarsi proviene da Casteddu On line.

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