Il video sulla Laveria La Marmora di Nebida, realizzato dal Fotografo/videomaker Janko Madronic
che su instagram ha fatto 60.000 visualizzazioni https://www.instagram.com/sdronato_janko/ , si inserisce in un percorso di valorizzazione dei luoghi e di sensibilizzazione della collettività sull’importanza (e urgenza) del recupero del patrimonio di archeologia industriale della Sardegna, in particolare del contesto storico e ambientale presente nella costa di Nebida. Il video rappresenta il primo passo di una collaborazione culturale tra il fotografo e la pagina dedicata “Salviamo la Laveria La Marmora” ( https://www.facebook.com/laverialamarmora)
, che insieme ad altri soggetti come l’Associazione Mineraria Sarda ed altre realtà associative, tengono viva l’attenzione sul recupero del sito, prossimo al crollo di alcune sue parti, chiedendo agli Enti preposti di continuare l’opera di consolidamento e restauro iniziata da alcuni anni ma purtroppo presto interrotta.

La valorizzazione di questo edificio, da sempre meta di studiosi, escursionisti e turisti in tutte le stagioni dell’anno, consentirebbe infatti di valorizzare l’intero contesto nel quale si trova la Laveria, compreso l’abitato della frazione di Nebida altrimenti destinato allo spopolamento ed all’aggravamento della crisi sociale ed economica degli ultimi decenni.

La Laveria idrogravimetrica La Marmora, oggetto del video, era un edificio produttivo della Miniera di Nebida, ormai dismessa, che risulta ubicata nel territorio del Comune di Iglesias in un contesto particolarmente suggestivo sotto il profilo ambientale, paesaggistico e geologico (sorge infatti su una grande emersione di una roccia chiamata “puddinga ordoviciana”, avente il tipico colore rosso vinaccia). La sua costruzione risale al 1897 e la sua forma segue il naturale versante a strapiombo sul mare di questo tratto di costa, mentre le sue dimensioni e l’architettura furono pensate e progettate con il preciso compito di ospitare un processo produttivo funzionale alla separazione dallo sterile (la roccia priva di minerale) dal piombo e dallo zinco estratti dalle gallerie.

Gli scavi necessari alla sua costruzione iniziarono nel 1896 nella zona limitrofa alla località denominata “Gruttixedda” dove si trovavano già, da pochi anni, il porto, il piano inclinato ed il magazzino per lo stoccaggio del minerale, con la sua banchina di approdo per le chiatte provenienti da Carloforte. La costruzione dei muri perimetrali fu ultimata nel mese di marzo del 1897 e venne a costare alla società concessionaria dalle 300.000 alle 350.000 lire. La Laveria fu dotata dei più moderni macchinari dell’epoca per il processo denominato “idrogravimetrico”, quali i mulini per la frantumazione, i trommel per il setaccio e la suddivisione in diversa granulometria, i crivelli per la separazione gravimetrica del minerale, i forni Oxland per la calcinazione dei fini, ed altri macchinari necessari al processo quali la caldaia e la macchina a vapore per trasferire l’energia meccanica ai macchinari mediante cinghie e ruote.
Attualmente la pregevole e complessa struttura versa in uno stato di avanzato degrado e alcune parti murarie poste a ridosso dello strapiombo sul mare sono già crollate, mettendo a rischio l’intero edificio.
La bellezza del video, evidenziata dall’utilizzo di una tecnica non comune ( Droni autocostruiti FPV ), seppure per un attimo, permettono allo spettatore di calarsi e immedesimarsi in questo contesto ambientale e di archeologia industriale, lasciandolo sospeso tra la meraviglia e la rabbia per la mancata valorizzazione da parte di una collettività che, per indifferenza e l’abitudine al degrado, non è più capace di pensare in grande e di seguire una strada alternativa allo spopolamento ed alla rassegnazione economica e sociale, una comunità che non riesce più a volare.

Il video Integrale lo si trova a questo indirizzo: https://youtu.be/_Wo9lT9rsQw

L'articolo “Salviamo la laveria La Marmora di Nebbia”, lo spettacolare video di Janko Madronic per sensibilizzare sul recupero del sito proviene da Casteddu On line.

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