La promessa l’aveva fatta in diretta a Radio CASTEDDU: “Io apro, lo faccio per i dipendenti. Non possono far aprire e chiudere il ristorante perché abbiamo delle materie fresche che si deteriorano. Io il 15 aderisco all’iniziativa ‘io apro’ anche perché ho dipendenti ai quali non è arrivata la cassa integrazione. Da marzo hanno preso 420 euro e uno che ha famiglia non ci vive con questi ricavi”. Antonio Loddo, ristoratore di Carbonia, ieri sera ha aperto il suo locale dopo le diciotto, sfidando Dpcm e multe. E ha servito da bere e da mangiare a chi si è voluto accomodare ai suoi tavoli: “Le persone hanno mangiato dalle 19:30 alle 21:30, hanno seguito tutti i protocolli, utilizzando la mascherina per uscire fuori a fumare o andare in bagno”, racconta Loddo. “Fuori non si è creato nessun assembramento, la serata è andata bene”, prosegue il ristoratore. “Abbiamo avuto venti clienti”. E i controlli da parte delle Forze dell’ordine? “Non ne abbiamo avuti. Tutti erano molto contenti, i clienti mi hanno detto di essere rimasti felici perché era da tsntisismo tempo che non uscivano la sera”. Una “sfida”, quella di Loddo, a Dpcm e multe: è infatti vietato, per i ristoranti, poter ospitare clienti a cena. E ieri, al grido di “il 15 io apro”, il quarantaseienne ha voluto comunque infrangere le regole: “Grazie a tutte le persone che ci hanno sostenuto”. 

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