Il via libera all’apertura discoteche dopo il pressing dei titolari dei locali della Costa Smeralda, nonostante i contagi che salivano. Sulla base di un via libera del comitato tecnico scientifico che nessuno in Regione ha mai visto. E dopo la movida un’esplosione di casi di positività al Covid che ha causato tantissime disdette delle prenotazioni e messo in ginocchio il turismo isolano.

 

Questa la tesi del servizio trasmissione della Rai Report sul Covid e le discoteche in Sardegna, andata in onda poco fa.

 

L’inchiesta parte dall’8 agosto scorso quando i contagi in Sardegna cominciano ad aumentare sensibilmente. A Carloforte un focolaio parte da alcune serate da ballo e lo stesso virologo Crisanti considera la movida come uno dei contesti di diffusione privilegiati. Conte così chiude le discoteche, anche se lascia alle regioni la possibilità di tenerle aperte.

 

Secondo il sindaco di Arzachena (comune che abbraccia Porto Cervo) Ragnedda in quei giorni “c’era un’aspettativa degli operatori che erano sicuri del fatto che Solinas avrebbe concesso una proroga alle aperture delle disco”. Del resto il centrodestra a Roma (Salvini e Rampelli) chiede la riapertura delle sale da ballo in tutta Italia. E secondo i racconti dei consiglieri di maggioranza Satta, Psd’Az e Cocciu, Fi, in quelli stessi giorni gli operatori della movida smeraldina vanno in pressing sul mondo politico isolano per la riapertura. Satta ha parlato di “pressioni degli imprenditori delle grande discoteche della Costa Smeralda diventate poi oggetto di discussione politica”. Ancora più diretto Cocciu, secondo cui, nonostante l’aumento dei contagi, stava prendendo piede l’idea di tenere aperte le discoteche ancora per due o tre giorni per aiutare le imprese che, con la chiusura e il conseguente annullamento degli eventi programmati, sarebbero andate incontro a pesanti contenziosi con gli artisti (Cocciu nel pomeriggio è stato smentito da Cappellacci).

 

Il presidente della giunta regionale Solinas apre le discoteche l’11 agosto, anche sulla base di un via libera del comitato tecnico scientifico. Ma su questo via libera c’è un giallo. Report sostiene che il capogruppo della Lega Giagoni e il consigliere Psd’Az avrebbero promesso di consegnare le carte alla redazione, carte che non sarebbero mai arrivate. Sempre secondo la trasmissione della Rai, Solinas, interpellato, non avrebbe mai risposto alla squadra di Ranucci. Duro il commento di Zedda, Progressisti, anche a lui, nonostante le richieste, la documentazione è stata negata. “Se il documento esiste perché non lo fanno vedere a nessuno? Il mio sospetto”, spiega, “è che non esista. Oppure, se esiste, è negativo”. A chiudere definitivamente le disco ci pensa il ministro della Salute Speranza. Ma intanto in Sardegna la curva dei contagi si impenna, tanti turisti disdicono le prenotazioni e gli alberghi perdono 40 milioni di euro.

L'articolo Report, “discoteche aperte in Sardegna nonostante i contagi: il via libera degli scienziati non si trova” proviene da Casteddu On line.

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