C’è una famiglia chiusa nel dolore, ad Assemini. È quella di Raffaele Mattana, il 37enne morto ieri pomeriggio stroncato da un infarto. Aveva appena finito di lavorare come muratore e, al volante della sua auto, stava tornando dalla compagna Giulia e dal loro piccolo, nato da dieci giorni. All’improvviso il malore fatale: Raffaele si accascia a bordo della macchina, ha solo il tempo di fermarsi ai bordi di via Pintus. I soccorritori del 118 lo caricano a bordo dell’ambulanza, ma tutti i tentativi di rianimarlo sono inutili. Il suo cuore cessa di battere e la terribile notizia fa rapidamente il giro del paese. In serata, papà Antonio, lavoratore nel Consorzio di bonifica della Sardegna meridionale, mamma Laura, infermiera, e il fratello minore Alessandro scelgono di non dire nulla. Una morte assurda, inaspettata, quella di un giovane atletico, che in passato si era cimentato anche nella kick boxing. Distrutta dal dolore anche la compagna Giorgia, che ora dovrà crescere da sola il loro piccolo, nato lo scorso tre novembre.“Raffaele era un grande lavoratore, sempre solare e sorridente, felice di essere diventato papà”, racconta a Casteddu Online Antonio Palmas, datore di lavoro del fratello del 37enne e tra i pochi ad aver visto i genitori del muratore. “So che è stata disposta l’autopsia sul corpo di Raffaele, forse gliela faranno già oggi. Siamo tutti distrutti dal dolore”.

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