I bene informati dicono che Salvini, quando ieri ha incontrato Draghi, abbia chiesto garanzie sul prossimo governo per sdoganare al Colle l’attuale premier. In particolare, garanzie sul ministero dell’Interno, che vuole riportare in casa Lega. Ma Draghi gli ha risposto picche, anche solo per il fatto di non poter dare garanzie su un governo che neanche si sa a chi sarà affidato e con quali accordi. A quel punto il tavolo è saltato e le distanze si sono fatte siderali. Salvini, questa mattina incoronato da Renzi come il grande burattinaio dell’elezione al Quirinale (“Ha lui l’asso in mano”, ha detto il leader di Italia Viva) ieri ha incontrato tutti, cercando una soluzione che alla fine non ha trovato, correndo da una parte all’altra come una trottola in contrasto stridente con la lenta processione dei grandi elettori che ieri a reti unificate ha mandato in onda la fatica della politica a procedere allo stesso ritmo della vita reale, e non certo a causa del Covid.

E così, come se nessuno sapesse che il 24 gennaio si votava per il presidente della repubblica, gli elettori si sono presentati in ordine sparso e senza accordi, o meglio con l’accordo sulle schede bianche – 672, esattamente il numero della maggioranza qualificata necessaria nei primi tre scrutini – dando vita a un film parallelo fuori dal palazzo con incontri e riunioni e vertici e contro incontri. All’uscita, tutti scuri in volto e nessuna dichiarazione, e questo la dice lunga sull’aria pesante che tira, considerando la passione dei politici italiani per microfoni e telecamere. Su tutto, l’anatema del leader Dem Letta, che ha avvisato le truppe: se continuiamo così, è il suo realistico ragionamento, rischiamo di perdere Draghi sia come capo del governo che come

Questa mattina la dichiarazione di Renzi: “Quello che ha l’asso in mano per chiudere questa partita si chiama Matteo Salvini, deve solo scegliere quando calarlo”, ha detto.  Secondo Renzi il leader della Lega “Ha quattro ipotesi: insistere su un nome di centrodestra, cercare un grande accordo con tutti su un nome fuori dal giro; fare un accordo con Conte; infine, puntare sull‘usato sicuro’”.

Intanto, il papabile Casini finora silente e quasi invisibile, ha rotto gli indugi ed è uscito allo scoperto con un post su Instagram: una foto in bianco in nero di un comizio da giovanissimo e una frase seguita da due icone, un cuore e la bandiera italiana. “La passione politica è la mia vita!!”

L'articolo Quirinale secondo ciak, oggi si replica al buio. Renzi incorona Salvini regista: “Ha lui l’asso in mano” proviene da Casteddu On line.

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