Bosa

Appuntamento sabato e domenica, necessaria la prenotazione

Tappa a Bosa nel fine settimana per la venticinquesima edizione di Monumenti Aperti, curata e coordinata dall’associazione Imago Mundi. Grazie alla volontà e l’impegno dell’amministrazione comunale e alla passione dei volontari, si potrà scegliere tra quattro siti da visitare e due interessanti itinerari.

“Il nostro comune è alla sua dodicesima partecipazione”, commentano il sindaco, Pier Franco Casula, e l’Assessora alla Pubblica Istruzione, Paola Pintus, mettendo l’accento sulla partecipazione degli alunni e dei loro docenti: “Meritano un grande plauso in quanto rappresentano un bellissimo esempio di volontariato colto, spontaneo e contagioso. Guideranno gli ospiti nella conoscenza del patrimonio culturale del nostro territorio, dando modo di vivere un’esperienza arricchente”.

Queste le proposte di Monumenti aperti a Bosa. Per prima la Pinacoteca Antonio Atza, dedicata ad uno dei più grandi protagonisti dell’arte visiva sarda della seconda metà del Novecento, con una esposizione che permette di conoscere il percorso dell’artista dalle primissime esecuzioni realistiche, alla fase surrealista.

Il Museo Casa Deriu racconta uno spaccato della vita in una casa nobiliare nel cuore della città e conserva gli arredi originali, gli spazi destinati alla servitù e la biancheria con i ricami ed il filet vanto delle artigiane di Bosa. Temporaneamente in mostra al museo anche 18 opere provenienti dal convento dei Cappuccini di Bosa e appartenenti al Fondo edifici di culto (Fec). Appena restaurati, sedici dipinti ad olio su tela e due statue lignee policrome raffiguranti San Francesco che risalgono al XVIII secolo e sono attribuite ad autori di scuola sarda e sardo-napoletana.

La Chiesa e il Convento del Carmine sorgono dove era un tempo una chiesa intitolata alla Beata Vergine del Soccorso, concessa all’Ordine nel 1606, quando i Carmelitani abbandonarono il convento di Sant’Antonio Abate, insalubre per la vicinanza del fiume Temo. La facciata della chiesa è impostata su tre ordini decrescenti, scanditi da lesene con capitelli. La zona inferiore è divisa in cinque specchi, nel centrale dei quali si inserisce il portale centinato e sormontato da un ricco fastigio al cui centro è lo stemma dell’Ordine. Al di sopra di uno spesso cornicione si impostano i due ordini superiori che continuano le linee verticali, ma riducono le specchiature a tre, con finestrone e nicchia in asse col portale e coronamento a linee concave e convesse terminate da volute e vasi porta-fiamma.

Infine il Museo delle Conce, in cui si mostrano le fasi di lavorazione della pelle e che è ospitato in uno degli edifici meglio conservati, risalente al 1700. Le concerie sono un simbolo di archeologia proto-industriale della Sardegna. Alcuni edifici sorgono ancora lungo la sponda sinistra del Temo, in prossimità del Ponte Vecchio; l’allineamento a schiera degli opifici costituisce una delle immagini più famose di Bosa.

I quattro siti potranno essere visitati gratuitamente, il pomeriggio di sabato dalle 16 alle 20 e la domenica dalle 9 alle 20.

Sono previsti anche due itinerari. Il primo – Le Piazze – parte da piazza Gioberti, passando per piazza Monumento e poi piazza Modoleddu per arrivare a piazza Costituzione, con soste a Casa Deriu, alla Pinacoteca Atza e agli altri monumenti del Corso. Il percorso guidato dura 20 minuti e potranno partecipare 15 persone per turno; sarà ripetuto più volte sabato dalle 15 alle ore 19 e domenica tra le 10 e le 19.

Il Percorso itinerante tocca centro storico e Cattedrale. Comprende il corso Vittorio Emanuele, un tempo chiamato Sa Piatta, la più importante via della città di Bosa, la Cattedrale della Beata Vergine Immacolata, il duomo di Bosa, concattedrale della diocesi di Alghero-Bosa che risale al XII secolo, e che ospita I dipinti, quasi tutti opera di Emilio Scherer, pittore parmense che operò tra la fine del XIX secolo e l’inizio del XX. Si vede poi la Chiesa del Rosario per giungere infine al quartiere Sa Costa, che, iniziando dal castello, si estende fino a via del Carmine. Gli edifici variopinti presentano due affacci, uno a monte e l’altro a valle, e sono caratterizzati da portali in trachite rosa recanti spesso numerosi motivi simbolici e fregi.

L’itinerario parte da piazza IV Novembre e si completa in 20 minuti; potranno partecipare 15 persone per turno, sabato 30 tra le 15 e le 19 e domenica tra le 10 e le 19.

Nelle due giornate sarà attivo il trenino turistico, con partenza da angolo piazza Monumento, Chiesa del Carmelo, Castello Malaspina, Convento Cappuccini, Chiesa Bosa Marina, le Conce, chiesa San Pietro, Cattedrale e corso Vittorio Emanuele.(orari di partenza: 10:00, 11:00,12:00, 12:40; 15:00, 16:00, 17:00, 18:00, 19:00, 19:40; 5 € il biglietto intero e 2,50 € il ridotto). Disponibile anche il battello, che offre un’ora di escursione lungo il fiume Temo con partenza dalla banchina vicino al Ponte Vecchio. Per entrambi i servizi turistici, il costo del biglietto è definito dai gestori.

Sarà allestito un Info Point presso Casa Deriu, in corso Vittorio Emanuele, telefono 0785.377043

Nello stesso fine settimana saranno aperti i monumenti anche a Castiadas, Iglesias, Oristano e Villaputzu che hanno già preso parte negli anni passati alla manifestazione e nel comune di Genoni che decide di aderire quest’anno per la prima volta.

Rispetto a quella del 2020, quella di quest’anno sarà una edizione prevalentemente in presenza che vedrà, finalmente, il ritorno dei ragazzi nei monumenti, nelle strade e nelle piazze, pur con il mantenimento di alcune opportune norme di sicurezza. Per poter visitare i monumenti o partecipare agli itinerari sarà infatti richiesta la prenotazione. Pur essendo infatti non più obbligatoria la distanza interpersonale nei luoghi della cultura, Imago Mundi, in accordo con le amministrazioni partecipanti, preferisce gestire comunque prudentemente la partecipazione a visite e itinerari, evitando gli assembramenti.

Sarà possibile effettuare le prenotazioni accedendo al sito www.monumentiaperti.com e visitando la pagina dedicata al singolo comune. Per Informazioni sulle prenotazioni si può scrivere a Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo..

Sono 27 i comuni sardi che aderiscono alla manifestazione, cui se ne aggiungono 7 nella penisola secondo questo calendario: 23/24 ottobre Cossoine e Gavoi; 30/31 ottobre Bosa, Castiadas, Genoni, Iglesias, Oristano e Villaputzu; 6/7 novembre Santo Stefano Belbo (Piemonte); 13/14 novembre Cagliari; 20/21 novembre Neoneli, Ploaghe, Pula, San Gavino Monreale e Quartu Sant’Elena; 27/28 novembre Cuglieri, Monastir, Porto Torres e Serrenti; 4/5 dicembre Alghero, Cantù, Castelsardo, Como, Montorfano, Muravera, Ossi, Padria (solo 5 dicembre), Sant’Antioco, Selargius, Tissi e Uta; 11/12 dicembre Bitonto, Ferrara e Roma (solo 11 dicembre).

Norme di sicurezza. La manifestazione si svolgerà nel pieno rispetto delle normative anti Covid-19. In base alle disposizioni di legge, l’accesso a tutti i luoghi della cultura al chiuso e all’aperto sarà consentito solo alle persone in possesso della Certificazione verde Covid-19 (Green pass), ottenuto anche con l’esecuzione, nelle 48 ore precedenti, di un tampone rapido o antigenico molecolare con risultato negativo. L’obbligo di possedere una certificazione verde Covid-19 non si applica nel caso in cui gli eventi si svolgano in piazze, vie o parchi pubblici.

Sono esenti dall’obbligo del Green pass i bambini sotto i 12 anni e i soggetti esenti per motivi di salute dalla vaccinazione in possesso di idonea certificazione medica. Durante le visite sarà̀ in ogni caso sempre necessario rispettare tutte le norme di sicurezza: indossare la mascherina, evitare di creare assembramenti, disinfettare le mani con il gel disponibile lungo i percorsi.

Per tutte le informazioni dettagliate su disposizioni e orari delle edizioni locali consultare le pagine dedicate.

Mercoledì, 27 ottobre 2021

Fonte: Link Oristano

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