Ok al bilancio da 118 milioni di euro. La maggioranza che a Quartu sostiene il sindaco Graziano Milia approva il primo documento economico del “Milia bis”. C’è stato il sì solo dei consiglieri che sostengono il primo cittadino, l’opposizione ha invece votato, compatta, contraria. Il motivo? “Non siamo stati coinvolti, abbiamo avuto poco tempo per leggere un bilancio che era già stato deciso dalla Giunta”, queste le lamentele arrivate da Psd’Az, FdI e dal resto della minoranza. Il via libera arriva dopo l’ok all’aumento dell’Imu sulle seconde case, al piano triennale delle opere pubbliche, la Tari e le varie alienazioni. Dalla minoranza, chi aveva presentato emendamenti ha fatto notare di aver ricevuto un secco parere negativo dagli uffici. E il sindaco Graziano Milia, nell’unico intervento in Aula fatto durante una maratona lunga quasi due giorni, è stato netto: “Ciò che era scritto negli emendamenti è condivisibile, sono interventi già nell’agenda di ciò che faremo”. A partire dal 2022, non prima: previste telecamere per una maggiore sicurezza in città, e la necessità di capire come realizzare nuovi impianti sportivi. Milia si è soffermato sulla Quartu del futuro, puntando su cinque punti: il futuro del mercato civico, le Fornaci Picci, l’ex distilleria Capra, il nuovo lungomare del Poetto e gli ingressi del parco di Molentargius: “Cinque interventi che cambieranno il volto della città”. Nelle carte sono previsti, tra l’altro, 14 milioni di entrate grazie alla tassa sulla spazzatura.Per il resto, Milia è tornato, in apertura del suo intervento, sull’aumento dell’Imu per chi ha una seconda casa, una decisione che ha scatenato tante polemiche: “Abbiamo chiesto un sacrificio a chi può farlo, nella media non è così elevato. Per chi ha una seconda casa di 60 metri quadri sono 1,50 euro al mese, un caffè. A chi ha un pentavano chiediamo 3 euro, due caffè al mese. È un aumento di scopo, non un centesimo verrà speso per finalità diverse dall’assunzione del personale. Stiamo dicendo a tanti quartesi di darci un euro e mezzo o tre euro per avere migliori risposte dagli uffici”.

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