282203151_402443695225719_4852305233074603657_n-653x367 Quartu, nessuna scelta sul condono da 3,6 milioni: “Ma i cittadini potranno pagare le cartelle scadute”

Il Comune di Quartu, con i soli voti della maggioranza, sceglie di non scegliere sulla rottamazione delle cartelle esattoriali proposto dal Governo Meloni. La maggioranza fa ritirare la delibera della Giunta e fa passare un ordine del giorno critico nei confronti dell’attuale governo Meloni, impegnando il sindaco “a proporre nelle sedi istituzionali la necessità di affrontare le problematiche derivanti dalla mancata riscossione dei crediti degli enti locali in maniera responsabile, a differenza delle scelte governative che mirano al trasferimento di responsabilità e impopolarità dallo Stato agli enti locali” e “promuovere ogni azione utile a creare percorsi virtuosi, differentemente da quelli proposti dal governo nazionale, per incrementare la fedeltà tributaria, limitare gli accantonamenti al fondo crediti di dubbia esigibilità e consentire l’utilizzo della maggiore capacità di spesa conseguente a favore dei servizi alla cittadinanza, anche riducendo la pressione tributaria a carico dei cittadini ed imprese”. Un modo, leggendo le parole dell’ordine del giorno con gli occhiali della politica, per contestare l’ennesima decisione che mette in croce i Comuni, costretti quasi a passare come esattori. Il dibattito in Aula è stato molto acceso. Il sindaco Graziano Milia ha notato che “il nostro provvedimento è ininfluente, aderire o non aderire non cambia nulla. L’unica cosa cambiata è che, nel momento in cui abbiamo parlato di questo tema, le nostre entrate tributarie dei mesi scorsi hanno avuto un calo spaventoso. Non ce l’ho contro il Governo”, ma Milia nota che “questa norma è un semi pasticcio. Dallo Stato c’è sempre stato uno scaricare sui Comuni certe scelte. Tra i cittadini c’è chi paga regolarmente e non tutti stanno bene, ma sono in difficoltà. Non c’è la possibilità di avere l’Isee o la dichiarazione dei redditi, chi dichiara centomila euro e chi dodicimila ha lo stesso diritto di rottamazione delle cartelle. Credo sia un’ingiustizia. Voto a favore l’ordine del giorno perchè il nostro dovere è fare bene le cose, non soggiacere a politiche statali che ci danneggiano e che danneggiano in primis i cittadini”. E, stando a quanto affermato sia dal primo cittadino che dalla sua maggioranza, i quartesi che vorranno pagare le cartelle dal 2000 al 2015 potranno avere uno stralcio completo, per quelle successive al 2015 invece dovranno pagare solo la tassa standard, senza nessuna mora.

 

Dalla maggioranza ha difeso la scelta la consigliera Valeria Piras: “Non cambia nulla, chi vorrà potrà pagare. Le regole le detta l’Agenzia delle entrate per i tributi sino al 2015, non sappiamo cosa accadrà invece per gli stralci degli anni successivi e non sappiamo quando incasseremo i soldi. La norma del governo Meloni illude il cittadino, visto che per i tributi locali la parte capitale rimarrà”. Contrario Christian Stevelli che, insieme al resto dell’opposizione, non ha partecipato al voto: “L’illusione della quale parla la collega Piras vale 3,6 milioni, c’è un risparmio per i cittadini. Il Governo ha fatto una proposta davvero federalista”. Tonio Pani rimarca il fatto che “una delibera simile non sarebbe dovuta arrivare qui, l’obbiettivo è di ritirare la proposta” ma, dopo che la maggioranza non ha consentito all’opposizione di presentare un secondo ordine del giorno, lo stralcio della delibera di Giunta è passato con i voti della sola maggioranza che sostiene il sindaco Milia, più il Pd.

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