Ha 34 anni e, meno di un anno fa, è riuscita a inaugurare il suo salone da parrucchiera in via Fiume a Quartu Sant’Elena. Michela Marcia ha aderito alla protesta lanciata da Sara Inconis: “I clienti? Non li ho avvisati, se arriveranno bene, lavorerò, sennò la mia sarà solo una protesta simbolica”, racconta, la giovane, a Casteddu Online. Sul suo profilo Facebook ha postato un lungo messaggio dove ripercorre tutta la sua breve, e sinora difficile, carriera lavorativa: “Ho un’attività commerciale da esattamente undici mesi. Avrei dovuto aprire il 15 marzo 2020, causa lockdown l’apertura è stata rimandata al 18 maggio. In quei due mesi, gli affitti, le bollette e le spese varie sono state pagate regolarmente, nonostante la chiusura totale . Ad altri esercenti sono state erogate elemosina, perché 600 euro sono elemosina e non ci paghi nemmeno l’affitto, figuriamoci se ci vivi, ma a me, non sono spettate nemmeno quelle misere briciole a causa di un cavillo studiato a tavolino. Ora dopo un nemmeno un anno, sono qui , di nuovo con l’attività chiusa, ma a che pro? Davvero credete che avere le attività chiuse serva ad attenuare qualcosa ? Da un anno a questa parte è cambiato qualcosa? Chi pensa questo o è un pazzo o un povero illuso”, afferma la giovane imprenditrice.
“Oggi le serrande della mia attività sono sono su, per #IoApro anche tantissimi colleghi che sono nella mia stessa situazione. Un gesto simbolico per non stare in silenzio. Oramai sono stanca, senza pazienza e senza risorse . Se sarò costretta a chiudere mi rimboccherò le maniche come ho sempre fatto, ma doverlo fare a causa di uno stato assente e a chi è complice di tutto questo, fa davvero male”.

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