La paura della multa? Non spaventa Federica Piga. Trent’anni, di Quartu Sant’Elena, gestisce insieme al compagno, Simone Paulis, 33 anni, un ristorante. E il 15 gennaio, dopo le diciotto, ha deciso: “Io apro, non ho paura di nessuna multa”. La ristoratrice è decisa: il Governo continua a tenere in semi lockdown i ristoranti dopo le sei del pomeriggio, consentendo solo asporto o domicilio? “Vogliamo tornare a vivere, siamo stati già troppo penalizzati. Ci stanno togliendo la dignità, mi sono arrivati duemila euro e due bonus da seicento euro come aiuti, una miseria”, afferma la trentenne, molto attiva anche nel gruppo Telegram che racchiude centinaia di iscritti che, il 15 gennaio, sono intenzionati o ad aprire o ad avere rassicurazioni che, in caso di apertura, non passeranno guai: “Sono seguita da un gruppo di avvocati che mi tutelano, le sanzioni che prenderò saranno annullate”. Certo, bisogna poi vedere se, alla fine, andrà proprio così. Ma tant’è, la voglia di “sfida” c’è tutta: “Ho sempre sanificato tutto il ristorante, sono passata da 60 a quaranta posti per garantire il distanziamento. Sedici clienti mi hanno già promesso che verranno a sostenerci, dicendo che sono dalla nostra parte”.“Abbiamo tre figli da sfamare e da non lasciare, quando saranno grandi, con debiti”, prosegue la Piga. “Con i soldi del Governo abbiamo pagato a malapena l’affitto di un mese, il senso di farci chiudere dalle diciotto non ha, appunto, senso”. Tanti altri suoi colleghi, però, la pensano diversamente e non apriranno, per non incorrere in pesanti sanzioni: “Penso che sia giusto protestare, pacificamente, in ogni modo: aprire a cena è uno di questi. Anzi, confido e spero che tanti altri ristoratori facciano come me. Solo uniti si vince”.

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