Urne aperte anche a Quartu Sant’Elena, domani si conoscerà il nome del nuovo primo cittadino che governerà la terza città della Sardegna per i prossimi 5 anni. In attesa di sapere chi prenderà il posto di Stefano Delunas, ecco come si presenta Quartu Sant’Elena oggi, come è cambiata, cosa è stato fatto. Una lunga intervista al sindaco uscente, che verrà pubblicata in due parti, spiega nel dettaglio l’operato di Delunas. Uomo di grande cultura, con un bagaglio di conoscenze e di rapporti umani che lo hanno sempre più arricchito. Organizzatore di eventi sportivi, sindacalista per due decenni, formatore sindacale, amministratore pubblico a Quartu ed in Provincia. Assessore ai servizi sociali e  sindaco della città per 5 anni. Non solo: ha ripreso ad organizzare eventi musicali e culturali da quando è diventato Presidente dell’ Associazione degli Enti Locali per la Cultura e lo Spettacolo.  Sindaco Delunas, una sintesi di questi 5 anni. Quali sono state le note positive e quelle negative che hanno caratterizzato il suo percorso? “Nonostante il cammino a ostacoli e tanti oppositori che mettevano i bastoni fra le ruote, abbiamo governato la città per tutto il mandato e oltre, affrontando molteplici emergenze: dai fumi tossici al Molentargius ai diversi incendi dolosi sempre al Parco e nei pressi della ex S.S. 554, dalle decine di allarmi meteo per rischio idrogeologico alla nota vicenda del ponte sul viale Colombo, risolta in pochi mesi e non 2 anni, e in ultimo la pandemia di Coronavirus, nella prima fase in Primavera e nell’attuale seconda fase, anche più aggressiva, vista l’altissima casistica di contagi registrata dall’ATS in queste ultime settimane. Nonostante tutto ciò, abbiamo raggiunto importanti risultati per Quartu, in particolare per ciò che concerne il mondo della scuola, fondamentale per garantire un’adeguata istruzione ai nostri giovani, che sono il futuro della città. E appunto in quest’ottica, con l’obiettivo di avvicinare i giovani alle istituzioni già in età scolare, abbiamo infatti istituito anche il Consiglio Comunale dei ragazzi, con elezione della Giunta Comunale dei ragazzi e della Sindaca quindicenne. Altre note liete da sottolineare riguardano la cultura, un settore fondamentale per Quartu, che vanta tradizioni riconosciute e apprezzate ben oltre i nostri confini territoriali. E abbiamo costruito pensando al futuro anche per quanto riguarda il turismo, favorendo la formazione di operatori del settore con i progetti della Green & Blue Economy finanziati dall’Unione Europea per 800.000 euro, ma dando nel contempo visibilità ai nostri beni culturali più importanti con l’organizzazione di eventi musicali, letterali e teatrali, facendo arrivare a Quartu artisti di fama nazionale ed internazionale. Per quanto riguarda le note negative mi limito a dire che la campagna denigratoria nei miei confronti è stata costante e ignobile, diffamatoria e calunniosa, e senza rispetto per la carica istituzionale che impersono. Pur con funzioni circoscritte, limitate ma ben definite, ogni Primo Cittadino, attraverso la fascia tricolore con la ruota dentata, simbolo della nostra Repubblica parlamentare, rappresenta lo Stato Italiano, cui giuriamo fedeltà in maniera solenne nella prima seduta del Consiglio comunale. Un’opposizione costruttiva, seppur variegata, oltre che una maggioranza più coesa, avrebbe indubbiamente garantito più benefici alla terza città della Sardegna e avrebbe permesso di lavorare meglio sul fronte del ‘bene comune’”.Quali i progetti concretizzati di cui è orgoglioso?“Come detto, penso innanzitutto al mondo della scuola, con la ristrutturazione di circa 30 plessi grazie ai progetti Iscol@ per una concreta messa in sicurezza, utile ad avere oggi un’edilizia scolastica rinnovata e in linea con le attuali esigenze dell’istruzione; ma vorrei anche sottolineare la sostituzione di tutti gli arredi interni, e quindi banchi e sedie con le lavagne multimediali: un’azione fondamentale che ha interessato tutte le scuole di Quartu. Senza tener conto degli oltre 800.000 euro che abbiamo destinato alle scuole per la cosiddetta edilizia leggera e che hanno trovato il pieno soddisfacimento dei dirigenti scolastici.Ricordo inoltre l’approvazione del nuovo Piano di Protezione civile, la consegna di una nuova e adeguata sede all’ASPAL a Sa Serrixedda, l’intervento di riqualificazione della pista ciclopedonale del Poetto, illuminata a giorno, e certo non ultima la creazione del nuovo Polo Museale, con il rilancio dell’Ex Convento dei Cappuccini, la valorizzazione del Nuraghe Diana con la nuova campagna di scavi avviata d’intesa con la Soprintendenza, il recupero della Villa Romana e delle Batterie Faldi (dopo la loro distruzione da parte dei vandali), la riapertura di Sa Dom’e Farra (chiusa da oltre 10 anni), dove abbiamo recentemente inaugurato il Museo Multimediale de Is Cantadoris grazie alle risorse ottenuta dalla Fondazione di Sardegna e all’impegno profuso dall’Università di Cagliari e dal CRS4″.Cosa avrebbe voluto fare inoltre e che, eventualmente, non è riuscito a realizzare? “Ho sempre detto che Quartu ha grandissime potenzialità dal punto di vista turistico. Abbiamo lavorato alla formazione degli operatori e alla valorizzazione dei nostri beni culturali, utili alla crescita del turismo culturale, perché possa andare di pari passo con il più diffuso turismo balneare, per il quale Quartu, con i suoi 26 km di costa, è già protagonista. Anno dopo anno abbiamo costruito solide fondamenta della città turistica, dopo che per decenni era rimasta solo a vocazione turistica, e più dedita alla monocultura del mattone e all’abusivismo, sia di necessità che speculativo.Ma proprio per le potenzialità derivanti da questa lunghissima costa, bagnata da un mare splendido e forte di spiagge con sabbia originaria, ovvero senza essere stata interessata dal famoso ripascimento, penso che l’approvazione del PUL (Piano di utilizzo dei Litorali, e quindi non solo del Poetto di Quartu) sia indubbiamente una tematica di primaria importanza per la nostra città e che sia stata quindi un’occasione sprecata la mancata approvazione del Consiglio Comunale nonostante la prima fase cosiddetta di ‘scoping’ fosse già stata predisposta da noi e approvata dagli enti competenti. Abbiamo approvato le linee guida in Giunta, dopo un confronto serrato e proficuo con tutti i consiglieri, ma poi non c’è stata la necessaria compattezza e la giusta determinazione in maggioranza per concretizzare un’azione politica capace, a mio parere, di garantire una svolta storica, un salto in avanti importante, alla nostra città, a tutto vantaggio dello sviluppo turistico, economico e quindi occupazionale”. 

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