Punto di Primo Intervento a Ghilarza, “i cittadini ci hanno promosso”
Matteo Zanella, amministratore della Medical Support Team, risponde ai dubbi ma evita le polemiche

Aperto da neanche due settimane, è in questi giorni al centro di una vera e propria bufera politica. Ma lo scontro sul Punto di Primo Intervento di Ghilarza non appassiona affatto il dottor Matteo Zanella. Anestesista, 43 anni, originario di Cittadella in provincia di Padova, è socio fondatore e amministratore della Medical Support Team di Vicenza, l’unica società che ha partecipato, vincendolo, all’appalto bandito dall’ATS per la gestione del servizio. 

“È normale che faccia discutere un servizio da sempre pubblico e ora affidato alla gestione di una società privata”, afferma Zanella. “Noi però proseguiamo a fare tranquillamente il nostro lavoro e ci conforta il sostegno che arriva dai cittadini della zona e dai nostri primi pazienti, dai quali abbiamo feedback positivi”.

Il medico-imprenditore non esprime alcun giudizio neanche sulla opportunità di destinare  importanti risorse al nuovo servizio di Ghilarza, mentre il Pronto Soccorso del San Martino rischia la chiusura: “Il nostro servizio dà un contributo anche al Pronto Soccorso di Oristano. I circa 10 pazienti con codici bianchi e verdi che vediamo ogni giorno non si rivolgono a Oristano, che ha così un minor numero di pazienti da visitare”.

Nei locali del “Delogu” destinati in un primo momento alla Neuropsichiatria infantile e ora occupati dal Punto di Primo Intervento si alternano ogni giorno due medici, uno di giorno e l’altro di notte, in due turni di 12 ore ciascuno. Ma in lista per ricoprirli sono 12 medici, la metà dei quali residenti in Sardegna. Ognuno di loro viene retribuito con 700 euro per ogni turno, sia notturno che diurno, e – se necessario – può fare affidamento sull’ospitalità di una struttura ricettiva convenzionata con la società, che ne sostiene le spese.

A carico dei medici trasfertisti restano le spese di viaggio.  È il caso per esempio dello stesso coordinatore del servizio, Giampiero Cuna, nato a Ozieri ma residente in Abruzzo, che si divide tra il presidio di Emergenza Urgenza di Sulmona e Ghilarza, dove si occupa anche dei turni e dell’organizzazione del lavoro del PPI.

Matteo Zanella

Sui titoli e professionalità dei sanitari impegnati Zanella spiega: “Tra i nostri medici, tre hanno una specializzazione: un internista, un anestesista e un pediatra. Gli altri hanno conseguito un’abilitazione al termine di un corso di Emergenza territoriale gestito dalla Regione. Tutti i medici impegnati nel servizio possono poi far valere, come previsto dal bando,  almeno un anno di documentata esperienza in un servizio di emergenza urgenza.  I loro curricula sono stati sottoposti all’ATS e giudicati rispondenti ai profili richiesti, dal responsabile del procedimento, la signora Antioca Serra, e dal responsabile sanitario del servizio dottor Sergio Pili.“

“Ognuno dei 12 medici impegnati nel PPI”, spiega ancora Zanella, “ha ottenuto le credenziali necessarie per poter utilizzare le risorse informatiche dell’ATS nella registrazione di ogni intervento e nelle comunicazioni con i diversi presidi con cui raccordarsi. I trasferimenti sono disposti con la centrale del 118 che valuta di volta in volta l’ambulanza da mettere a disposizione”.

Zanella spiega ancora che “nel Punto di Primo Intervento non si utilizzano ricette bianche ma moduli intestati, analogamente a quanto avviene nei Pronto Soccorso per i provvedimenti di dimissione e la prescrizione di farmaci”.

Sulle difficoltà a disporre di radiografie e analisi mediche, considerata la ridotta operatività della Radiologia e del laboratorio analisi del Delogu,  Zanella spiega che “queste criticità sono state superate grazie all’intervento del dottor Pili. I referti delle radiografie fatte dai tecnici sono ora assicurate in teleradiologia, nelle sole ore di indisponibilità di radiologi a Ghilarza, mentre le analisi di laboratorio sono eseguite dal personale del Delogu, che assicura la reperibilità”.

Fin qui i chiarimenti forniti dal rappresentante della MST di Vicenza, società che – prima di arrivare a Ghilarza – ha avuto l’affidamento anche del Punto di Primo Intervento del Lido di Venezia. Inserito in una zona di alberghi di lusso del capoluogo veneto, il servizio si anima soprattutto d’estate, quando si trova a dover visitare anche 15 persone al giorno. Impegnato al PPI del Lido di Venezia anche il dottor Giampiero Cuna, coordinatore del servizio al Delogu.  

Ma la MST gestisce, sempre con la formula dell’appalto e l’impiego dei “medici in affitto”, anche gli ambulatori dei codici bianchi, verdi e gialli del Pronto Soccorso dell’ospedale San Bortolo di Vicenza, dove i codici di alta gravità più elevata sono quelli arancioni e rossi.

Un modello, quello del Pronto Soccorso di Vicenza, basato sull’appalto e non sulla cessione di manodopera,  non applicabile per il personale medico,  e sempre sull’impiego di “medici in affitto ”  cui molti guardano con interesse, a partire dal presidente della Commissione Sanità del consiglio regionale Domenico Gallus.  Un sistema che si può importare in Sardegna, secondo Gallus, per fronteggiare le carenze di personale di tutti i Pronto Soccorso degli ospedali sardi. 

La MST, intanto, avrà presto una sua sede anche a Cagliari, dove sarà ospite di una Cooperativa impegnata nel servizio 118 con cui la società veneta ha avviato una collaborazione. 

Mercoledì, 12 maggio 2021

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Fonte: Link Oristano

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