Uras

In queste settimane la mobilitazione con la campagna antincendio

Anche per i volontari della Protezione civile di Uras sono settimane calde nella lotta agli incendi. Come ogni anno, i soci seguono i corsi di aggiornamento e perlustrano il territorio ai piedi del monte Arci, dalla striscia antincendio della campagna di Marrubiu fino al confine di Mogoro. «Siamo molto impegnati», fa sapere la presidente Patrizia Siddi. «Nei giorni feriali ci occupiamo dei pattugliamenti, nei giorni festivi alla lotta attiva anticendio. Ogni volta che viene segnalata l’allerta rossa veniamo chiamati come sostegno alla Forestale».

È proprio nelle campagne di Marrubiu, devastate da un incendio il 25 giugno, i volontari hanno svolto il primo servizio dell’anno, in assistenza alle operazioni di spegnimento. «Ma non abbiamo i mezzi per fare molto, abbiamo solo un fuoristrada con il serbatoio per l’acqua», continua la presidente. “I finanziamenti tardano ad arrivare».

«Abbiamo anche bisogno di nuovi volontari», dice la presidente. «Non cerchiamo solo giovani: non è detto che a una certa età non si possa più fare qualcosa per la comunità. I giovani, che sono più pratici con la tecnologia, ci servono anche per sbrigare qualche pratica al computer».

Intanto proseguono i servizi a sostegno al cittadino, come conferma Patrizia Siddi: «Disponiamo di due ambulanze per il servizio di trasporto delle persone in ospedale o nei luoghi di cura, abbiamo anche una vettura per l’accompagnamento dei pazienti, che si rivolgono a noi anche attraverso una telefonata».

Protezione civile Uras
Un'ambulanza della protezione civile di Uras in partenza

Le attività vanno avanti senza sosta, complice la longevità dell’associazione, presente a Uras da 21 anni. «Ci chiamano prevalentemente dal nostro comune, ma anche da quelli vicini. Tutti quelli che abbiamo assistito hanno apprezzato i nostri servizi», afferma compiaciuta la presidente.

Finita l’emergenza incendi non si ferma il lavoro: «Nel resto dell’anno ci occupiamo anche di rischio idrogeologico», prosegue la presidente. «Quando c’è l’allerta meteo veniamo anche chiamati dall’amministrazione comunale per controllare i vari punti più fragili e soggetti alle inondazioni sul territorio». Un’operazione molto delicata,che nel periodo delle piogge si ripete di frequente, memori dell’alluvione del 2013 che aveva devastato vaste aree a Uras.

«Svolgiamo anche le ricerche dei dispersi, con il coordinamento dei vigili del fuoco. In questi casi possiamo agire soltanto se allertati dalla Prefettura e dal Comune», precisa la presidente.

La sede della Protezione civile è in pieno centro a Uras, nell’edificio parrocchiale noto come “Casa del fanciullo”. In un terreno vicino sono parcheggiati i mezzi. «Abbiamo anche una torre faro e una cucina da campo», elenca la presidente. «L’ultima volta che abbiamo usato la cucina da campo è stato due anni fa, a ottobre, quando abbiamo dato un piccolo aiuto ai colleghi del 118 in servizio al reparto Covid dell’ospedale Santissima Trinità di Cagliari, distribuendo panini e bevande caldi».

Protezione civile Uras
La cucina da campo della protezione civile di Uras

Il Covid-19 non li ha fermati neanche un secondo. I volontari della protezione civile si sono impegnati nella consegna delle mascherine durante il primo lockdown, nella primavera del 2020, quando scarseggiavano. Poi, hanno prestato servizio negli hub vaccinali del territorio.

«Siamo stati convocati dalla sindaca Anna Maria Dore per assistere gli ultra 80enni che si recavano al centro vaccinale dell’ex municipio di Uras per la prima dose», racconta Patrizia Siddi. «Avevamo adibito un percorso a due uscite e abbiamo accompagnato alcuni over 80 a bordo delle ambulanze e della vettura. Ci siamo occupati anche di consegnare i moduli per l’anamnesi. Siamo stati anche all’hub del palazzetto dello sport di Oristano per un sostegno».

Protezione civile Uras
L'interno della sede della Protezione civile a Uras

«Eravamo presenti anche durante la campagna di screening del Covid a novembre 2021, realizzata a Uras, dove la gente si è avvicinata per un tampone. Non hanno aderito in tanti, perché in molti avevano già ricevuto le dosi di vaccino», prosegue Patrizia Siddi.

Nel frattempo i soci – una ventina in tutto, per ora – si preparano all’autunno, per un evento di sensibilizzazione di grande importanza: «Ogni anno partecipiamo alla campagna “Io non rischio” della Protezione civile nazionale. È in programma il prossimo ottobre. In piazza faremo conoscere i rischi e i comportamenti da mantenere in caso di calamità naturali. Ci piacerebbe realizzare un evento dimostrativo», anticipa la presidente Siddi.

Mercoledì 6 luglio 2022

Fonte: Link Oristano

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