Protesta anche a Porta Nuova: “Fateci lavorare il fine settimana”
Il centro commerciale di Oristano aderisce al flash mob. Il presidente Piras: “Subiamo una discriminazione

I corridoi vuoti al centro commerciale Porta Nuova

Una protesta silenziosa ma d’impatto contro le chiusure nei fine settimana: domani anche i 40 negozi del Centro commerciale Porta Nuova di Oristano abbasseranno le saracinesche e spegneranno le luci per alcuni minuti e prenderanno parte al flash mob promosso dalle associazioni del commercio, Ancd-Conad, Confcommercio, Confesercenti, Confimprese, Cncc-Consiglio Nazionale dei Centri Commerciali e Federdistribuzione, per chiedere l’immediata revoca delle misure restrittive che impongono la chiusura dei negozi nei giorni festivi e pre-festivi.

“Ci asterremo da lavoro per cinque minuti in segno di protesta contro la discriminazione che subiamo ingiustamente da oltre 6 mesi”, spiega Alberto Piras, presidente del Consorzio Porta Nuova. “Abbiamo fatto anche causa allo Stato, producendo settanta pagine di evidenze scientifiche che confermano come il centri commerciali siano i luoghi con maggior controllo e dispositivi di sicurezza”.

Alberto Piras

“Ancora”, aggiunge Piras, “ben 130 centri commerciali sono hub vaccinali, come mai il fine settimana diventiamo pericolosi? Sembra un preciso disegno per discriminarci”.

“Si parla di 800 mila persone che in un modo o nell’altro subiscono discriminazione: molti sono in cassa integrazione”, continua Piras, spiegando come la chiusura nel fine settimana dei centri commerciali si traduca in “perdita di fatturato e di posti di lavoro”.

“Quando si parla di centri commerciali si pensa a grandi strutture”, conclude Piras, “ma sono fatti da piccole realtà locali, al pari – se non più piccole – dei negozi del centro”.

Lunedì, 10 maggio 2021

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Fonte: Link Oristano

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