“Tre giorni fa una donna sassarese ha perso il bambino alla quinta settimana di gravidanza perché non è stato possibile visitarla con urgenza. Una tragedia inaccettabile, esattamente come le tante che vengono sfiorate a Cagliari ogni giorno, da quando, con l’impennata dei ricoveri, le ambulanze sostano nuovamente davanti all’ingresso dei Pronto Soccorso per ore. Quante persone devono rischiare la vita o perderla prima che la Regione decida di aprire un terzo Pronto Soccorso che possa garantire la copertura delle urgenze per il capoluogo e l’area vasta?”“Trascorsi quasi due anni dall’inizio della pandemia – osserva Ciusa (M5s) – non è pensabile che i Pronto soccorso siano ridotti ai minimi termini. Oggigiorno non è più questione di emergenza ma esclusivamente di mala gestione della Sanità a livello regionale. Il Pronto soccorso dell’Ospedale Marino di Cagliari avrebbe dovuto riaprire il 4 giugno scorso, ricorda Michele Ciusa (M5s). Questi erano i piani operativi comunicati lo scorso 26 maggio dall’ATS e mai attuati. Attualmente a Cagliari, come denunciato in queste ore dai sindacati, i Pronto Soccorso degli ospedali Brotzu e Policlinico non riescono a reggere l’afflusso di pazienti. Il sistema è in tilt e non si capisce come l’ATS abbia intenzione di agire”.Questo l’intervento del capogruppo del M5S Michele Ciusa che già lo scorso 28 giugno e lo scorso 25 agosto, aveva sollecitato Regione e ATS affinché venisse programmata la gestione delle emergenze con l’apertura del Pronto Soccorso dell’ospedale sul lungomare cagliaritano.“Ci troviamo nuovamente alle prese con le lunghe file di ambulanze, che stanno portando alla soglia del burnout il personale medico e sanitario. I pazienti covid stanno sostando anche all’ospedale Brotzu dove non dovrebbero essere trasportati. Il sistema è decisamente al collasso e nulla si è mosso in Regione per far fronte a questa nuova ondata galoppante di casi”.

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