È uno dei due pronto soccorso operativi, attualmente, in tutto il Cagliaritano. Gli altri, quelli degli oapedali Covid, sono ancora off limits. E al Brotzu, stando alla dura lettera di denuncia del segretario territoriale dell’Area vasta dea Uil, Attilio Carta, spedita anche al prefetto di Cagliari e all’assessore regionale della Sanità, Mario Nieddu, ci arabbe poco da sorridere. “Il pronto soccorso dell’ospedale Brotzu, oramai, da troppo tempo, sta praticamente operando in un contesto di vero e proprio assedio. Tutto il personale si trova, infatti, ad operare quotidianamente in affanno permanente per l’eccessivo carico di lavoro. Con tutte le conseguenze che ciò comporta in termini di elevato stress, sia correlato che fisico oltreché professionale”. 

 

 

Per Carta “è ltrettanto grave, tra l’altro, che non ci si è degnati di alcuna risposta alla nostra precedente segnalazione del 2 giugno scorso, con cui si denunciavano i frequenti danni che subivano le auto dei dipendenti in prossimità del pronto soccorso ed il rischio che i fatti potessero, realisticamente, degenerare persino in un ingestibile scenario di ordine pubblico. A causa, anche, del grande afflusso di persone e del “clima pesante” che, da tempo, vi si respira, per il contesto lavorativo” denunciato dalla Uil. 

 

 

“Il personale di questa struttura strategica, dopo aver egregiamente affrontato la complessa emergenza pandemica, ora si trova sommerso, e impotente, dall’improvvisa, prevedibile, tipica impennata assistenziale da “riapertura”, dopo lunghi mesi di riduzione delle attività ordinarie. Il tutto aggravato anche dalla momentanea “chiusura” dei pronto soccorso del Santissima Trinità e del Marino di Cagliari”. Una situazione che ha portato a un boom di accessi nell’ospedale di piazzale Ricchi. Meglio, nel pronto soccorso: “Ha raggiunto incrementi di accessi persino attorno al 40%, ma raggiungendo in questi giorni anche picchi di accesso di 140 pazienti al
giorno, con oltre 20 pazienti costantemente in attesa. È comunque grave persistere senza porvi alcun rimedio. Di questo passo rischia seriamente il collasso, con verosimile quanto oggettiva difficoltà, per il personale, della presa in carico, in tempo
utile, di quelle patologie tempo dipendenti.
Cosi come, allo stesso tempo, l’operatore addetto al “triage” fatica palesemente nel garantire efficacemente i tempi di rivalutazione. Appare altresì evidente la possibilità di innescarsi un “circolo vizioso”
che metterebbe a serio rischio sia la sicurezza dei pazienti che quella del personale, in quanto stremato, pressato e spesso pure minacciato dai familiari dei pazienti, anch’essi esausti per i lunghi
tempi di attesa”. Ecco perché Attilio Carta della Uil chiede, “con la massima urgenza, la presenza di specifico personale di vigilaza, almeno come deterrente, a tutela della sicurezza degli operatori sanitari spesso Minacciati e la riapertura di almeno uno dei due pronto soccorso chiusi, per tentare di allentare la tensione operativa, sanitaria e professionale”.

L'articolo “Pronto soccorso del Brotzu sotto assedio, dipendenti stressati e 140 nuovi pazienti al giorno: rischio collasso” proviene da Casteddu On line.

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