Movida e affari: la prima c’è – meglio, ha ripreso vigore da un paio di settimane, da quando è finito il lockdown totale -, i secondi non ci sono proprio per colpa dei tre mesi di “blocco” per Coronavirus. Nel mezzo delle due questioni c’è Barbara Cubeddu, 60 anni, da due e mezzo alla guida di un relais al terzo piano di una palazzina di via Barcellona a Cagliari: sei stanze, modalità affittacamere, tutte vuote sino a chissà quando: “Ha resistito solo la prenotazione di un gruppo di tedeschi per fine agosto, poi solo cancellazioni. Lavoro col turismo straniero, senza voli e permessi per spostarsi è difficile. Avevamo un anno fortunato, tra America’s cup e tante prenotazioni a maggio, poi tutto è saltato. Il calo è quasi totale”, dice la Cubeddu, che è anche alla guida di una società che si occupa di trasporti turistici con bus. Qualche settimana fa ha cercato di avere almeno il bonus di seicento euro del Governo Conte, ma la sua speranza è rimasta tale: “Sono amministratrice di un’impresa, forse è per questa ragione che la mia richiesta è stata rigettata”. Ma, intanto, sono comunque soldi in meno. E, in un periodo di forte crisi per il turismo, anche un centesimo in più ha la sua importanza: “Avevo trenta collaboratori, adesso 23 sono in cassa integrazione”.

“Voglio creare un contatto con Google per creare una campagna utile a spingere il mio affittacamere e la mia società di trasporti”. Insomma, l’imprenditrice cerca di giocarsi in pieno la carta del web. E, sul capitolo movida e rumore, è netta: “I turisti vengono proprio perché non hanno bisogno di prendere l’auto per spostarsi e perché trovano la movida, per chi non la vuole ci sono altre zone dove andare, stando in alberghi isolati e dove, alle nove di sera, non c’è chiasso. Ad esempio, alcuni vacanzieri russi sono stati felicissimi di avere a disposizione tutti i ristoranti aperti sino a tardi”. I turisti. Ma le lamentele sul baccano arrivano da una parte dei residenti del rione portuale: “Capisco la loro condizione, potrebbero trasferirsi in una zona più tranquilla. In tutte le grandi città, da Barcellona a Milano, da Roma a Madrid a New York e Londra c’è la movida. Se la togliamo, togliamo anche il turismo”.

L'articolo “Prenotazioni cancellate e stanze vuote, qualche abitante della Marina non vuole la movida? Si trasferisca” proviene da Casteddu On line.

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