Nell’ambito delle attività di polizia mirate al contrasto dei traffici illeciti e alla repressione dei reati contro il patrimonio, i finanzieri della Sezione Operativa Navale di Sant’Antioco hanno concluso un’attività di indagine nei confronti di un uomo residente a San Giovanni Suergiu.

L’attività ha origine da un controllo incrociato effettuato sulle banche dati in uso al Corpo confrontate con le informazioni presenti sui social. In particolare, sulla piattaforma facebook è stato individuato un annuncio relativo alla vendita di un motore fuoribordo usato che, per le peculiarità tecniche e dalle immagini pubblicate, ha subito insospettito i militari proprio perché il propulsore era della stessa tipologia utilizzata dai migranti clandestini nelle tante traversate in mare che hanno avuto come meta finale le coste meridionali della Sardegna.

Nelle chat con i potenziali acquirenti, il venditore aveva anche imposto il prezzo di vendita del propulsore, stimato in circa 700 euro. Identificato il soggetto, per i finanzieri non è stato difficile avere la conferma di quanto intuito.

Infatti l’uomo, invitato in caserma, non ha fatto altro che ammettere di aver trovato il motore nei pressi della spiaggia di Porto Pino e, seppur consapevole che fosse un elemento di un’imbarcazione utilizzata per l’immigrazione clandestina, lo aveva prelevato per trarne profitto dalla vendita privata, omettendo la denuncia del rinvenimento alle Autorità competenti.

Al termine dell’attività d’indagine i finanzieri hanno proceduto al sequestro del motore e a denunciare l’uomo per il reato di ricettazione, che prevede la reclusione da 2 a 8 anni e una multa da 516 a 10.329 euro.

“Continueremo con il massimo impegno a contrastare tali forme di reato – sottolinea il Col. Alessandro Bucci, Comandante del Reparto Operativo Aeronavale Cagliari – per bloccare eventuali comportamenti illeciti di persone senza scrupolo e per lanciare un messaggio rassicurante nei confronti della popolazione sarda. Il comparto aeronavale della Guardia di Finanza è costantemente presente con i propri uomini e mezzi sempre dalla parte dei cittadini
onesti. Invito, pertanto, tutte le persone a denunciare immediatamente eventuali ritrovamenti sulle coste della Sardegna e ad avere fiducia nelle forze dell’ordine”.

L'articolo Porto Pino, tenta di vendere sui social un motore fuoribordo usato per l’immigrazione clandestina proviene da Casteddu On line.

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