Cabras

Sette consiglieri comunali  contestano la decisione dell’amministrazione comunale

Polemiche a Cabras per la chiusura delle scuole a causa della nuova ondata di contagi da coronavirus. Lo stop alle attività in presenza, disposto dal sindaco Andrea Abis, non è andato giù ai consiglieri comunali dei gruppi consiliari Sviluppo Collettivo (Gian Piero Meli, Antonello Fara, Sara Meli e Federica Pinna), Cabras Domani (Antonello Manca), Insieme per Cabras (Maria Carla Sanna) e Cabras popolare progressista (Alessandra Lochi), i quali hanno accusato Abis di aver organizzato un’azione propagandistica.

“Esprimiamo forti perplessità e riserve”, si legge in una nota firmata dai sette consiglieri comunali, “in ordine alla decisione del sindaco Abis, adottata e comunicata nottetempo, tra sabato 8 e domenica 9 gennaio, con cui egli disponeva la chiusura delle scuole cittadine dal 10 al 15 gennaio, per favorire il completamento di un’attività di screening a tappeto sui bambini, in ragione di un asserito vertiginoso aumento dei contagi, a Cabras”.

“Volendo soprassedere su una tempistica, perlomeno, discutibile”, continua la nota, “in primis, ci corre l’obbligo di premettere che i casi di contagio accertati al 7 gennaio, come da nota ufficiale diffusa dal Comune di Cabras, fossero 59. Un numero importante, ma ben lontano dai 135 casi di contagio comunicati dallo stesso sindaco, al 1 settembre 2021, allorquando, invitato ad adottare misure di cautela e prudenziali, dichiarava, pubblicamente, che i rimedi al contagio fossero, unicamente, la vaccinazione e il rispetto delle norme di sicurezza e invitava a non creare allarmismo”.

I consiglieri di Sviluppo Collettivo, Cabras Domani, Insieme per Cabras e Cabras popolare progressista chiedono quindi al sindaco maggiore chiarezza. “Se poi, il sindaco, oggi, ha nella sua disponibilità dati, a noi sconosciuti, diversi da quelli finora diffusi”, insistono i sette, “lo inviteremmo a renderli noti, senza indugio e all’insegna della massima trasparenza”.

Gli esponenti dei quattro gruppi consiliari hanno inoltre evidenziato che quello organizzato nel fine settimana non può essere definito uno screening a tappeto, come invece lo ha definito l’amministrazione comunale di Cabras, perché i test vengono eseguiti esclusivamente su base volontaria. “Dunque il suo successo”, scrivono i sette consiglieri comunali, “non può certo
essere rimesso alla volontà di chi lo dispone. E considerati i precedenti, anche a livello locale, il sindaco, lo dovrebbe sapere meglio di chiunque altro”.

“I dati delle Asl”, prosegue la nota, “ci dicono che l’adesione alle campagne di screening sui bambini di rado ha superato, finora, il 50% dei potenziali destinatari. Si consideri, poi, che gli stessi bambini a cui sarà precluso l’accesso a scuola, continueranno, durante la settimana, a mantenere intatte tutte le altre occasioni di incontro legate alle attività ricreative extra-scolastiche, con buona pace dei buoni propositi del sindaco. Infine, ma non ultimo, poniamo in evidenza il problema di ordine pratico, per tante famiglie di Cabras, che in questa settimana, con non poche difficoltà, legate a esigenze di lavoro e alla mancanza del sostegno esterno di nonni e/o baby sitter, saranno chiamate a gestire la didattica a distanza dei propri figli”.

I consiglieri comunali non hanno risparmiato un duro attacco al sindaco. “Alla luce di queste considerazioni”, hanno dichiarato, “siamo portati a ritenere che questa ordinanza rappresenti
l’ennesimo colpo di teatro propagandistico, da parte del primo cittadino, tanto inutile rispetto allo scopo perseguito quanto nocivo per le sue conseguenze pratiche sulle dinamiche della quotidianità di tante famiglie”.

“I numeri parlano da soli”, conclude la nota, “e oggi ci dicono che su 1.120 tamponi processati nell’hub di Oristano, sabato 8 gennaio, sono stati riscontrati, appena, 20 casi di positività. Infine, invitiamo il sindaco, se davvero ha a cuore, come ci piace pensare, la cautela e la prevenzione rispetto alla diffusione del virus, a intervenire per favorire, anche avvalendosi della polizia locale, i controlli sull’uso dei green pass, nei luoghi aperti al pubblico, oltre che il controllo ferreo sull’osservanza dell’isolamento, da parte dei soggetti interessati. Quelli sì, andrebbero fatti a tappeto e, certamente, porterebbero a risultati migliori e più efficaci nella lotta alla diffusione del virus”.

Domenica, 9 gennaio 2022

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Fonte: Link Oristano

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