Oristano

Gravi difficoltà per gli assistiti

Dopo l’esodo degli pneumologi e la diversa destinazione dei pochi rimasti, la direzione della Asl di Oristano corre ai ripari per salvare quel che resta di un servizio di eccellenza che rischia  scomparire dopo oltre 27 anni di attività. 

Come previsto, nei giorni scorsi ha rassegnato le dimissioni la specialista che ha vinto un concorso all’ospedale di Alghero, mentre due dei tre pneumologi rimasti continuano a lavorare a singhiozzo negli ambulatori riservati ai malati con patologie dell’apparato respiratorio, perché  spesso costretti a coprire i turni del reparto Medicina. Il reparto, che dall’ottobre scorso ha assorbito la Pneumologia, è infatti sempre più in difficoltà dopo la conversione di una delle due sezioni ai pazienti Covid. Una coperta troppo corta, con gli immaginabili disagi per quanti subiscono l’annullamento di una visita o di un accertamento, prenotato anche da diversi mesi, per l’ambulatorio di pneumologia.  

La speranza di una regolare ripresa del servizio è ora legata all’esito della selezione bandita con un avviso pubblicato ieri. Il bando, rivolto a specialisti in malattie dell’apparato respiratorio, prevede la formazione di una graduatoria da cui attingere per l’assunzione con contratto a tempo determinato di medici da impegnare appunto al San Martino. La scadenza delle domande è fissata per il prossimo 12 marzo e, dal numero delle adesioni, si capirà  se ci sarà un’inversione della tendenza che ha visto lo svuotamento e l’impoverimento del servizio, a cui fanno riferimento  circa duemila oristanesi con malattie dell’apparato respiratorio. Tra loro anche pazienti in ossigenoterapia, spesso in età avanzata, ora costretti a penose peregrinazioni verso i presidi di Sassari, Cagliari o Nuoro.

Intanto un incontro urgente al nuovo direttore generale Angelo Maria Serusi è stato chiesto da  Giampaolo Lilliu,  responsabile dall’Associazione Ex Esposti Amianto, composta da circa 150 ex lavoratori del settore e dalle loro famiglie, che hanno diritto alla sorveglianza sanitaria, riconosciuta anche da un preciso protocollo regionale.  Lilliu già nelle scorso settimane aveva segnato il rischio di pesanti conseguenze sulla sorveglianza assicurata fin dal 1994 ai pazienti a rischio di patologie polmonari correlate alla fibra killer amianto. 

Da ricordare che anche quanti sono affetti da malattie rare fanno riferimento alla Pneumologia del San Martino, a cui da tempo è stato riconosciuto il ruolo di centro prescrittore dei farmaci a loro destinati. Già cancellate da oltre un anno, invece, le visite domiciliari per i pazienti seguiti dall’Adi.  Un’ attività mai ripristinata dopo il pensionamento della professionista che, con un rapporto di lavoro a convenzione, si occupava di questa importante attività.

Sabato,  26 febbraio 2022

Fonte: Link Oristano

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