aI dati emersi nel corso degli ultimi anni, relativi alla situazione della PSA nelle tre popolazioni suinicole della Sardegna (suini domestici, maiali bradi e cinghiali), indicano che le attività di eradicazione attuate a partire dal 2015 da parte dell’UdP – con la collaborazione del Ministero della Salute e dall’Istituto Zooprofilattico di Perugia – sono state straordinariamente efficaci e che si è ormai a un passo da un risultato storico: l’eradicazione. A comunicarlo con una nota stampa l’Unità di Progetto  per l’eradicazione della Peste suina africana.

Suini domestici. Grazie alle decine di migliaia di controlli nelle aziende suinicole isolane condotte dal Servizio Veterinario dell’Azienda Tutela della Salute (ATS), rafforzato da dodici squadre specificatamente dedicate al lavoro sulla PSA del Gruppo di Intervento Veterinario (GIV), con la collaborazione degli allevatori e delle loro organizzazioni di categoria, e grazie anche alle attività formative coordinate dall’Agenzia agricola regionale Laore Sardegna, dal 2015 a oggi la situazione nei suini domestici è nettamente migliorata. L’ultimo focolaio di PSA è stato identificato nel mese di settembre 2018 a Mamoiada, circa 21 mesi or sono; mentre le ultime, sporadiche sieropositività (indicatore di infezione pregressa, ormai superata) sono state evidenziate nel Comune di Baunei nel novembre 2019. Una così prolungata assenza di focolai non era mai stata registrata dal 1978 (anno di arrivo della malattia) ad oggi.

Maiali bradi. Sono quasi 5mila i maiali bradi illegali abbattuti in Sardegna (la gran parte in soli 7 Comuni tra Barbagia e Ogliastra) dal 2015 a oggi da parte della task force regionale costituita dall’ATS, dall’Istituto Zooprofilattico Sperimentale della Sardegna (IZS) dal Corpo Forestale e di Vigilanza Ambientale e dalla Agenzia Forestas, coadiuvati da Polizia e Carabinieri. I dati emersi dalle analisi di laboratorio per PSA dei capi abbattuti hanno confermato che i maiali bradi erano il principale serbatoio e fonte di virus PSA esistente in Sardegna. Da questa popolazione il virus si diffondeva anche ai suini domestici e ai cinghiali; questi ultimi, a propria volta, potevano reinfettare i maiali bradi, determinando in questo modo la endemicità della malattia in Barbagia e Ogliastra osservata in quarant’anni. Nell’inverno 2017/2018 tra i maiali bradi abbattuti erano stati evidenziati 38 maiali bradi viruspositivi e 661 sieropositivi (2,9% e 50,1% del totale degli esaminati, rispettivamente), con i risultati più preoccupanti evidenziati nel territorio comunale di Orgosolo. Nell’inverno successivo erano stati riscontrati 15 maiali bradi viruspositivi e 222 sieropositivi (1,8% e 25,2%), mentre nell’inverno 2019/2020 non era stato possibile riscontrare nessun brado viruspositivo e solo 42 sieropositivi (10,9% degli esaminati). In sintesi, i dati disponibili suggeriscono che il loro progressivo diradamento ha portato alla scomparsa del virus anche dai maiali bradi, con l’ultimo capo virus positivo riscontrato a Desulo nel gennaio 2019, cioè oltre 16 mesi or sono.

Cinghiali. I dati disponibili indicano che la PSA sta progressivamente scomparendo dai cinghiali della Sardegna, grazie alle attività di controllo della malattia attuate nei suini domestici e nei maiali bradi e alle attività di prevenzione attuate dai cacciatori durante le attività venatorie. Cacciatori e associazioni venatorie sono state determinanti anche nelle attività di sorveglianza della malattia effettuate su decine di migliaia di campioni prelevati dai capi abbattuti durante la caccia e successivamente analizzati dall’IZS. Nella “zona infetta per PSA nei cinghiali” (che copre circa 9mila Kmq della Sardegna centrale e settentrionale) nel corso della stagione venatoria Novembre 2013/Gennaio 2014 erano stati 40 i cinghiali virus positivi riscontrati (1,95% dei testati); le sieropositività erano state invece 269 (7,8%); a questi si aggiungono 17 cinghiali viruspositivi trovati morti nel corso del 2014. A tali riscontri ha fatto seguito un progressivo declino dei riscontri positivi: nella stagione venatoria 2019/2020 non è stato riscontrato nessun cinghiale viruspositivo, a fronte degli oltre seimila testati in “zona infetta”, mentre i sieropositivi sono stati 79 (1,28%). L’ultimo riscontro di viruspositività risale all’aprile 2019, in due cinghiali trovati morti nel Comune di Bultei.

Analisi di laboratorio. Sono stati oltre 100mila i test di laboratorio effettuati dall’IZS nell’ambito delle attività di eradicazione della PSA, dall’1 gennaio 2019 a oggi, sui campioni prelevati dai suini domestici, dai maiali bradi e dai cinghiali selvatici. Un patrimonio di dati di assoluto valore che sta già attirando l’attenzione di numerosi ricercatori sul piano internazionale.

In sintesi. È da oltre 14 mesi che in Sardegna, grazie all’UdP e a tutte le amministrazioni a essa afferenti, non è stato riscontrato alcun suino (domestico, brado o cinghiale) positivo alla ricerca del virus PSA, mentre le sieropositività sono ormai sempre più sporadiche, a conferma del progressivo declino della malattia in tutta l’isola. La continuazione delle attività di eradicazione porterà presto alla definitiva eradicazione della PSA dalla Sardegna.

Scheda UdP. L’Unità di Progetto Regionale è stata istituita con delibera della Giunta regionale, la n. 47/3 del 25 novembre 2014, e le sue competenze sono state stabilite con la Legge Regionale 34/2014. L’UdP coordina tutte le attività delle strutture dell’Amministrazione regionale, compresi i Servizi veterinari delle aziende sanitarie locali e dell’Istituto zooprofilattico sperimentale della Sardegna, impegnate nel contrasto e nell’eradicazione della PSA. L’UdP si è adoperata per assicurare la massima sinergia di tutti gli interventi messi in atto a livello regionale e locale finalizzati al miglioramento dello stato sanitario e del benessere dei maiali e al rilancio del settore suinicolo della Sardegna.

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