Cagliari

Stamane una delegazione di pescatori ha manifestato in via Roma ed è stata ricevuta dalle assessore Murgia e Zedda

Una settantina di ricciai provenienti dall’Oristanese, da Cagliari e da Alghero hanno manifestato stamane davanti alla sede del Consiglio regionale, chiedendo la riapertura della pesca dei ricci e indennizzi in tempi certi.

Una delegazione dei pescatori è stata ricevuta intorno alle 11 dall’assessora dell’Agricoltura Gabriella Murgia, negli uffici di via Pessagno. “Abbiamo proposto lo slittamento della chiusura triennale della pesca dei ricci di mare al 15 aprile”, ha dichiarato David Bichi, presidente dell’Unione dei pescatori subacquei professionisti di Oristano, “riaprire temporaneamente la pesca permetterebbe alla Regione di pianificare nel frattempo i sussidi. Non possiamo accettare la chiusura senza avere niente in cambio. Ok lo stop triennale, ma ci deve essere un piano di sussidi definito e le erogazioni devono essere immediate”.

Il confronto con l’assessora Murgia, a quanto riferiscono i ricciai, non è però stato positivo. “Ha bocciato le nostre proposte”, continua Bichi, “per questa ragione al rientro in via Roma della delegazione c’è stata un po’ di tensione tra noi pescatori”.

Intorno alle 14.30 i ricciai sono stati poi ricevuti anche dall’assessora del Lavoro Alessandra Zedda. E da quest’ultimo incontro è scaturito qualche spiraglio.

Cinque rappresentanti dei pescatori torneranno in Regione già mercoledì pomeriggio. Tra loro ci saranno per l’Oristanese David Bichi e Nicola Castangia, un delegato di Alghero e due di Cagliari. Incontreranno di nuovo le assessore Murgia e Zedda, i capigruppo del Consiglio regionale e saranno ascoltati anche dalla Commissione Attività produttive presieduta dal consigliere regionale del Psd’Az Piero Maieli.

“Il dialogo si è riaperto”, ha concluso Bichi, “vediamo cosa accadrà mercoledì. Se non dovessero arrivare notizie positive non ci fermeremo senz’altro”.

Intanto si è esposto a favore dei ricciai il consigliere regionale dei Progressisti Francesco Agus, che presenterà una serie di emendamenti alla Finanziaria per aumentare gli indennizzi previsti. “Le misure prospettate dalla Giunta regionale per i pescatori e i rivenditori di ricci, dopo il blocco di tre anni stabilito senza nessun confronto con le associazioni di categoria”, ha dichiarato l’esponente della minoranza, “sottolineano ancora una volta l’inadeguatezza di chi governa la Sardegna e la non conoscenza dell’argomento. La dimostrazione, in questo caso, è l’ostinazione dell’assessore competente nel confermare ancora una volta le decisioni prese”.

“Abbiamo chiesto più volte maggiori risorse”, ha aggiunto Agus, “tanto per gli indennizzi agli operatori, quanto per gli studi sugli interventi di ripopolamento, da effettuarsi con progetti in cui devono essere coinvolti università, enti o istituti di ricerca che possano dare il proprio contributo. Tutte proposte rimaste inascoltate: continuando così, il rischio è che il blocco della pesca del riccio non sia solo una questione sociale ma risulti del tutto inutile anche dal punto di vista ambientale”.

“Presenteremo durante la discussione sulla Finanziaria una serie di emendamenti per aumentare sino a 3 milioni annui gli indennizzi previsti, che nelle intenzioni della Giunta ammontano oggi a 1,2 milioni”, ha proseguito l’esponente dei Progressisti, “e lo stanziamento di un ulteriore milione per il 2024, visto che il fermo durerà sino al mese di aprile, a favore dei pescatori professionali e del personale imbarcato nelle unità di appoggio. Proponiamo poi di portare a 500mila euro le risorse per il coordinamento e l’attuazione degli interventi relativi al ripopolamento, che attualmente ammontano ad appena 50mila euro: sarà fondamentale, nelle attività di monitoraggio e recupero ambientale, anche il coinvolgimento degli operatori della pesca subacquea professionale. In più la Giunta deve chiarire come intenda affrontare il fenomeno dell’abusivismo: in mancanza di controlli adeguati, a pagare gli effetti dello stop sarebbero solo i pescatori che rispettano le norme”.

Lunedì, 24 gennaio 2022

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Fonte: Link Oristano

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