Per il Codacons parrucchieri, estetisti e artigiani possono aprire da lunedì
Istanza alla Regione Sardegna: “Il ritardo alimenterebbe abusivismo e lavoro nero”

Il Codacons ha inviato oggi una istanza alla Regione Sardegna, chiedendo provvedimenti urgenti per consentire la riapertura anticipata di parrucchieri e centri estetici e il ritorno all’attività degli artigiani.

“Da più parti montano le proteste per l’ingiusta discriminazione cui sono sottoposte alcune categorie di lavoratori, che potranno tornare ad operare solo dal 1° giugno, nell’ambito delle aperture programmate dal Governo per la fase 2”, ha spiegato il presidente Carlo Rienzi, intervenendo oggi al programma dai Rai1, “Storie italiane”. “Una scelta che non appare giustificata dalle esigenze sanitarie legate al coronavirus, e che anzi rischia di produrre danni enormi sia in ambito economico che sanitario”.

Per il Codacons, il rischio concreto è quello di ottenere l’effetto contrario: la ritardata ripresa di tali attività alimenterà anche in Sardegna abusivismo e lavoro e in nero, con parrucchieri, estetiste ed artigiani che opereranno a domicilio dei clienti, senza alcun controllo e col pericolo di incrementare i contagi.

Per tale motivo, l’associazione ha presentato oggi una istanza al Governo, al Commissario Arcuri, all’Iss e a tutte le amministrazioni regionali, tra cui la Regione Sardegna, in cui si chiede di valutare la possibilità di una riapertura immediata per tali categorie di lavoratori, e l’emanazione di protocolli di sicurezza da adottare per consentire di svolgere l’attività con le dovute garanzie.

In assenza di interventi, il 30% delle attività artigiane, centri estetici e parrucchieri della Sardegna rischia di essere costretto a chiudere i battenti e dichiarare fallimento, non avendo più le risorse per portare avanti le attività.

“Parrucchieri, centri estetici e artigiani potrebbero già da lunedì 4 maggio riprendere le proprie attività, con il rispetto delle disposizioni di legge, ossia distanze minime nei locali e l’uso di mascherine e guanti, al pari di quanto avviene sia oggi per numerosi esercizi (supermercati, tabaccherie, ecc.), prosegue l’associazione. “A prevederlo le norme già in vigore, con il DL n. 18 del 17 marzo 2020 che stabilisce per i lavoratori che nello svolgimento della loro attività sono oggettivamente impossibilitati a mantenere la distanza interpersonale di un metro l’utilizzo di dispositivi di protezione individuale (DPI)”.

Il Codacons ricorda infine che per aiutare i cittadini della Sardegna a districarsi nella giungla di nuove regole che entreranno in vigore nella fase 2 a partire da lunedì 4 maggio – misure che stanno creando dubbi e grande incertezza tra la popolazione – è attivo uno sportello telefonico con il quale gli utenti potranno ottenere chiarimenti, assistenza e informazione da parte dei legali dell’associazione (dalle 10 alle 12 e dalle 14 alle 16), chiamando il numero 89349933.

Mercoledì, 29 aprile 2020

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Fonte: Link Oristano

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