Il presidente del Consorzio del romano alla fine del suo mandato

SASSARI. È un pecorino romano dall'immagine totalmente diversa e moderna rispetto alla Dop presa in carico 5 anni fa: Salvatore Palitta, il cui secondo e ultimo mandato scade il 22 agosto lascia un'eredità importante alla guida del consorzio di tutela della denominazione faro dell'economia isolana.

Con quale filosofia approcciò l'impegno nel 2015?

«Dare un ruolo al consorzio nel cercare la stabilità del prodotto e la sua identificazione come specialità alla pari del Grana e del Parmigiano. In passato si parlava di pecorino romano solo come di commodity, di ingrediente, con un mercato estremamente volatile e aperto alla speculazione. Grazie all'impegno di tutti, specie dei produttori, abbiamo agganciato quel filone che ha due player mondiali, ma ai quali sempre più spesso siamo affiancati anche in virtù dell'evoluzione qualitativa che abbiamo avviato».

Ha predicato diversificazione e innovazione, è la via?

«La qualità passa per questi due elementi, ma c'era come un "tappo" che ci impediva di cambiare. Dopo un lungo parto abbiamo modificato il disciplinare varando tre nuove tipologie di romano: l'Extra a basso contenuto di sale (sembrava un'utopia); il Riserva con stagionatura di oltre 14 mesi; il prodotto di montagna. E nei giorni scorsi abbiamo perfezionato col ministero la possibilità di produrre le versioni kosher e halal, adatte al mercato ebraico e islamico e sempre più richieste».

Meno legati al mercato Usa

«Sì, siamo meno Usa-dipendenti di qualche anno fa. Avevamo punte di quasi il 70% destinato a quel mercato, oggi la percentuale si è assottigliata come era prevedibile e si viaggia sul 52%, ma non ci preoccupa, perché abbiamo puntato a riposizionarci sul mercato delle specialità, più stabile, estendendoci in Asia ma anche e tanto in Europa. Questo grazie anche alla sinergia con altre Dop».

La lotta ai prodotti tarocchi?

«Per noi è un aspetto marginale, nel momento in cui valorizziamo la specialità e il consumatore cerca il prodotto di latte di pecora, coloro che provano a copiare utilizzano il latte vaccino propongono una concorrenza di basso livello, mentre il nostro è un target medio-alto».

Il Covid non vi ha frenato.

«Non ha influenzato i consumi anche se il settore Horeca si è fermato. Ma i mercati sono dinamici e la crescita dell'interesse per i prodotti e le ricette della tradizione e della cucina italiana nel mondo, nel quale siamo pienamente dentro, ci ha sostenuto in alternativa allo stop di ristorazione e ricettività».

Forse i momenti più difficili durante la guerra del latte.

«È stato frainteso il nostro ruolo e qualcuno ci ha indicato come nemico da battere disorientando gli stessi protagonisti di quella battaglia. Noi non governiamo il prodotto, non abbiamo ruoli attivi sui mercati, ma una funzione di salvaguardia, tutela e orientamento dei produttori, cui però spettano le scelte finali.

Che giudizio si dà?

«Ho cercato di dare il mio contributo di esperienza, ma grazie a un lavoro di squadra col Cda. Da ricordare l'introduzione, primi in Italia, della misura del pegno rotativo come strumento finanziario, poi adottato nel Cura Italia per l'intero sistema delle Dop e per il quale il governo ci ha infatti consultato. E la battaglia vinta per ora contro i dazi Usa, nella quale abbiamo dimostrato di aver ragione a inseguire la strada della diplomazia, un imponente lavoro sotto traccia che ci ha impegnato tantissimo.

Il futuro del consorzio?

«Occorre che i consorzi siano sempre più organismi interprofessionali in grado tra l'altro di fare accordi con la Gdo, che veicola il 90% del prodotto: è una grande criticità del settore. E poi immagino un unico consorzio che guidi le tre Dop del formaggio ovino, oltre al romano anche Pecorino sardo e Fiore sardo. Abbiamo stessi bisogni e stessa base produttiva, inimmaginabile continuare a non avere un'unica voce di governo». ©RIPRODUZIONE RISERVATA

Fonte: La Nuova Sardegna

- SARDA NEWS -

LEGGI TUTTE LE NOTIZIE DI OGGI
 


Sarda News non rappresenta una testata giornalistica in quanto viene aggiornato senza alcuna periodicità nei suoi contenuti originali. La responsabilità del contenuto degli articoli importati dai feed rss è totalmente a carico della reale fonte dell'informazione indicata al termine di ogni notizia.
Sardanews.it - portale web informativo, non gode di finanziamenti pubblici, non chiede registrazioni personali agli utenti, totalmente gratuito, autofinanziato e sostenuto dai banner pubblicitari che compaiono tra le notizie. Se vuoi sostenerci ti ringraziamo per la fiducia e ti invitiamo a disabilitare eventuali adblock attivi sul tuo browser. Per info e segnalazioni scrivi a Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.