Ospedale a rischio chiusura: “Ma i politici dicevano….tutto va bene”
Durissimo atto d’accusa del presidente Sulis: “Sistema sanitario oristanese depauperato”

di Antonio Luigi Sulis
Presidente dell’Ordine Medici Chirurghi e Odontoiatri della provincia di Oristano

La situazione che la sanità pubblica della nostra Provincia vive in questo periodo, gravato dall’emergenza COVID-19, ha solo messo in evidenza le criticità e le inefficienze che denunciamo ormai da diversi anni, senza cogliere un benché minimo intervento atto a migliorare la drammatica situazione che si è venuta a creare e che ha consentito il collasso e la minaccia infine della chiusura di un presidio ospedaliero già catalogato “DEA di 1° livello”.

Abbiamo amaramente constatato la mancanza di una volontà politica decisa a mettere in atto un’organizzazione seria che procedesse al riordino di un sistema sanitario depauperato nelle sue strutture sia di mezzi che di personale medico e infermieristico. Abbiamo più volte richiesto la presenza dei nostri amministratori regionali e comunali per evidenziare le carenze e avviare un processo di salvaguardia dei servizi territoriali e ospedalieri che richiedevano un bisogno immediato di adeguamento nel ripristino di mezzi e professionisti, che non rispondevano più alle necessità di una popolazione di utenti costretta spesso a migrare in altre Province o Regioni per avere assistenza e cure.

La chiusura del San Martino, paventata dal sindacato CIMO, è il compimento di una politica sanitaria che ha permesso la realizzazione proprio di questo risultato, con una latitanza colpevole in chi avrebbe dovuto programmare ed organizzare le dinamiche di crescita e sviluppo della nostra Azienda Sanitaria, volta a tutelare la sicurezza e la salute della nostra comunità.

Nei Servizi territoriali la prevenzione è andata scemando sempre più sino a scomparire, per mancanza di personale operativo e di mezzi adeguati e l’ospedale, andato avanti tra mille difficoltà, con un Pronto Soccorso chiuso per 40 giorni a fronte di una gravissima emergenza, senza un benché minimo criterio di coordinamento e rigorosa organizzazione del poco a disposizione.

Conosciamo molto bene le problematiche della nostra sanità, continuamente in questi ultimi anni né abbiamo evidenziato carenze e inefficienze di gestione; abbiamo sottolineato la necessità del bisogno impellente di interventi strutturali per una riorganizzazione del sistema, ma la politica amministrativa, completamente assente, ha risposto con slogan -” tutto va bene “- coltivando il proprio orticello ed ignorando qualsiasi suggerimento per una programmazione seria ed articolata. Ci sono state e sono in corso indagini della magistratura, con arresti e sospensioni, ma tutto tace da parte della politica locale e regionale. Illustrare tutte le molteplici criticità del sistema significherebbe scrivere un romanzo giallo, non un semplice dossier.

Ci rendiamo conto che confrontarsi con la controparte tecnica, capace di portare sul tavolo la realtà, può causare la paura della verità, ma noi insistiamo proprio sul bisogno, ormai improrogabile, di questo confronto, che appare l’unica soluzione in grado di offrire, a chi ci gestisce dall’alto, la possibilità di porre rimedio ad un disastro annunciato e finora disatteso e, peggio ancora, ignorato.

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Fonte: Link Oristano

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