Ordine e sindacati medici di Oristano chiedono l’immediato “lockdown”
Emergenza coronavirus: “Soluzione estrema, indispensabile per evitare un collasso disastroso”

Lo avevano anticipato appena sabato scorso e oggi hanno rotto gli indugi: i medici oristanesi chiedono un immediato lockdown, per combattere l’emergenza coronavirus e perché la situazione in provincia di Oristano è gravissima. Riceviamo e pubblichiamo il documento diffuso stamane

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L’Ordine dei Medici Chirurghi e degli Odontoiatri di Oristano, con i rappresentanti sindacali territoriali ANAAO – AROI EMAC, CIMO, FIMMG ed SNR, constatata la situazione di gravità che colpisce la nostra provincia, con un’ondata di contagi di Covid19 in continua crescita, ribadisce, davanti a una emergenza estremamente preoccupante, la necessità di adottare interventi immediati e decisivi.

La crescente diffusione dei contagi ha messo in seria difficoltà il presidio ospedaliero San Martino nel fare fronte a questa drammatica evenienza, con la disponibilità di un piccolo reparto di soli 10 posti letto. L’ indicazione del P.O. Delogu di Ghilarza da destinare, in questo frangente, come esclusivo per Covid19, potrebbe servire a dare supporto notevole al San Martino, ma a tal fine è imprescindibile la realizzazione di una rete organizzativa strutturale di tutto il sistema sanitario, che organizzi e coordini anche i tre presidi ospedalieri della provincia, prima di arrivare a un blocco totale che metterebbe in pericolo la tutela della salute della comunità intera.

Ribadiamo ancora una volta l’esigenza di creare un’unica regia regionale che sia in grado di gestire celermente le risorse strutturali, di personale, il cui utilizzo va riequilibrato tra i vari presidi, e di mezzi, al fine di ottimizzare le scarse risorse disponibili. Nella stessa devono essere rappresentati i singoli territori, che meglio possono evidenziare le carenze e proporre specifici correttivi.

Antonio Sulis, presidente dell’Ordine dei medici di Oristano

Mancano professionisti specializzati e dispositivi di sicurezza e protezione, personale infermieristico e strutture ricettive.

I tre distretti territoriali contano sull’apporto di una sola Usca che ha dimostrato tutta la sua fragilità’ operativa.

Le soluzioni finora messe in atto non sono sufficienti a contenere i bisogni di isolamento e garantire le cure degli utenti contagiati.

E’ necessario che si arrivi ad una scelta mirata di chiusura e isolamento,”lockdown”, che costerà indubbiamente dei sacrifici e disagi ma riteniamo, alla luce dei contagi giornalieri, che sia la soluzione estrema, indispensabile per evitare un collasso disastroso che metterebbe in pericolo la salute di tutti con il crollo dell’intera Sanità Pubblica della nostra isola.

Lunedì, 2 novembre 2020

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Fonte: Link Oristano

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