Operazione “Texas Hold’em”, scatta il sequestro preventivo dei beni
Uno dei 12 arrestati nell’indagine antidroga, di Ghilarza, possiede fra l’altro un appartamento a Bosa

Un appartamento a Bosa, un’auto, conti correnti, libretti postali, buoni fruttiferi, polizze e altri valori intestati sono stati confiscati a un trentaquattrenne di Ghilarza, pregiudicato. Il sequestro preventivo urgente è stato eseguito nei giorni scorsi dalla Polizia di Oristano, su disposizione del Tribunale di Cagliari (Collegio specializzato per le misure di prevenzione).

Gli uomini della Divisione anticrimine della Questura, coordinati dal Servizio centrale anticrimine, avevano accertato che l’uomo – al quale sono stati contestati reati che mettono in pericolo la sicurezza e la tranquillità pubblica – non aveva un lavoro: fatto incompatibile la sua situazione economica e l’alto tenore di vita tenuto in questi anni.

Si tratta di uno dei pochi casi in Sardegna e il primo in assoluto nella provincia di Oristano che mira a impedire che un oggetto pertinente al reato – cioè un bene di dubbia provenienza – possa essere utilizzato per aggravarne o protrarne le conseguenze.

L’uomo era già noto alle forze dell’ordine perché arrestato nel marzo del 2019 nell’operazione antidroga “Texas Hold’em”, che aveva portato all’arresto di 12 persone (tra cui 7 colte in flagranza di reato). L’operazione era stata denominata in quel modo perchè alcuni degli arrestati erano soliti “investire” parte dei ricavati dell’attività di spaccio nel gioco del poker, dal quale vincevano talvolta ingenti quantità di denaro: anche 10 mila euro per volta.

Già due anni fa, l’attività di indagine aveva evidenziato un tenore di vita di alcuni arrestati non compatibile con la loro posizione di disoccupati. Alcuni di loro possedevano auto costose, indossavano abiti firmati, frequentavano assiduamente i ristoranti ed erano proprietari di abitazioni.

Prima del sequestro preventivo dei beni, lo scorso giugno il questore aveva anche proposto al Tribunale  l’applicazione nei confronti del sospettato della misura di prevenzione della sorveglianza speciale di pubblica sicurezza, aggravata dall’obbligo di soggiorno. L’uomo, infatti, è stato ritenuto “soggetto pericoloso per la sicurezza pubblica”.

La misura del sequestro preventivo adottata nei confronti del trentaquattrenne di Ghilarza agisce sulle utilità patrimoniali in sua disponibilità: in caso di sentenza definitiva di condanna, si procederà alla cosiddetta “confisca di valore” sulle somme di denaro, beni o altre utilità di cui il reo abbia la materiale disponibilità, per un valore corrispondente al profitto del reato.

Mercoledì, 31 marzo 2021

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Fonte: Link Oristano

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