La storia di alcuni pazienti che attendono chiusi a casa la chiamata per il tampone 

OLBIA .Positivi al Covid, isolati, dimenticati e senza certezze. Sono numerose le famiglie colpite dal virus che aspettano da giorni, o da settimane, di ricevere una chiamata dalla Assl. E altrettanto numerose sono le persone in quarantena che attendono (invano) di fare un tampone e che continuano a sentirsi prigioniere in casa.

Qualcuno ha provato - senza successo - a contattare l’Igiene Pubblica, altri ci sono riusciti dopo una cinquantina di telefonate e decine di mail, ma si sono sentiti rispondere che devono continuare ad aspettare.

Ma quanto? Andrea, 28 anni, olbiese, un lavoro ritrovato dopo un anno di inattività assoluta, è tra coloro che alzano la voce. «Ho iniziato a sentirmi male dieci giorni fa - racconta -. Mal di testa, dolori muscolari, poi la febbre. Sono andato di corsa a fare il tampone antigenico da un medico: sono risultato positivo e, come me, anche mio padre che ha 55 anni e mio fratello, minorenne». 

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Fonte: La Nuova Sardegna

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