Il gruppo di cittadini chiede al Comune di fermare il cantiere avviato con il taglio di una decina di alberi di quasi 50 anni in via Imperia

OLBIA. Spettrale. Appare così il tratto di via Imperia dopo il taglio degli alberi deciso dal Comune. Molti cittadini in questi giorni sono andati a vedere con i loro occhi. Un pellegrinaggio che fa male al cuore. L'abbattimento è stato deciso dall'amministrazione per ridurre l'aiuola spartitraffico, allargare la carreggiata e rendere più agevole la viabilità. Tutto sbagliato per il gruppo di residenti della zona e non solo, che insieme hanno dato vita al gruppo di protesta "Salviamo gli alberi di zona Bandinu". Il timore è che il taglio possa proseguire, snaturando così il volto e l'anima del quartiere che è nato e cresciuto all'ombra di quegli alberi.

Il gruppo chiede al sindaco di fermare gli abbattimenti e trovare una soluzione alternativa. "Signor sindaco - si legge nella lettera -, l’abbattimento degli alberi di via Imperia, primo passo di quello che potrebbe diventare un bel progetto di riqualificazione, è stato vissuto dalla maggior parte di noi cittadini come una ferita profonda e brutale. Martedì 4 agosto Lei sarà nel nostro quartiere per un incontro pubblico: saremo pronti ad ascoltare l’illustrazione dell’intervento da realizzare e desiderosi di esporre e scambiare i nostri punti di vista, con l’idea di aprire un dialogo costruttivo e migliorativo del progetto di riqualificazione.

Risulterebbe però un incontro alquanto sterile, se ci trovassimo a discutere a cose fatte. Sembra che già lunedì mattina 3 agosto riprenderanno i lavori di abbattimento degli alberi, e in questo caso ci ritroveremo a parlare con la frustrante sensazione che sia tutto inutile, e che la sensibilità comune di un quartiere non possa in alcun modo incidere nelle decisioni che riguardano noi e i nostri figli. Che non è esattamente quello che noi tutti intendiamo per politica partecipata e condivisa.

Chiediamo pertanto di sospendere il cantiere, relativamente all’eventuale abbattimento di nuovi alberi, fino a martedì sera. Siamo certi che non avrà problemi nell’accogliere questa minima richiesta, primo passo di un confronto aperto e leale. Proviamoci! Quando ci ritroveremo a parlare , in tutta serenità, avremo magari nelle orecchie il ronzio delle api e delle zanzare, ma non delle motoseghe". (se.lu.)

Fonte: La Nuova Sardegna

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