Striscione di protesta davanti al tribunale dal padre di Ivan Valente: «Nessuno ha mai ritirato né sospeso la patente a chi ha travolto la sua auto»

OLBIA. «Voglio giustizia per mio figlio, chi è vittima della strada non può essere figlio di un Dio minore». Non si dà pace, Nicolò Valente. E alla vigilia della nuova udienza per la morte del suo Ivan, ha appeso un grande striscione di fronte all’ingresso del tribunale «perché non si spengano i riflettori su questa vicenda e affinché venga fatta giustizia per mio figlio e per tutte le vittime della strada che hanno sì una legge ma ahimè non sempre viene applicata. Sì perché nessuno ha mai ritirato né sospeso la patente a chi ha causato l’incidente stradale.Ivan è morto, mentre il conducente dell’auto che lo ha travolto, ha continuato la sua vita tranquillamente, con la sua nuova macchina», dice con la voce impastata di rabbia e dolore, Nicolò Valente.

A distanza di tre anni e sette mesi dalla tragedia di Suiles, non c’è ancora una sentenza. Ivan era morto a 28 anni (li avrebbe dovuti compiere qualche giorno dopo l’incidente), mentre andava a lavorare in un’agenzia immobiliare di Olbia. Era l’8 settembre 2017.  

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Fonte: La Nuova Sardegna

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