Ghilarza

Qualcuno tempo addietro gli aveva bruciato la casa

E’ rimasta vuota stamane la panchina del Corso Umberto,   a Ghilarza. Tonino Porcu l’allevatore in pensione picchiato e ucciso nella sua abitazione poco distante,  ogni mattina da quella panchina regalava un sorriso e un saluto ai suoi compaesani. Era ormai un appuntamento fisso, come irrinunciabile era diventata quella sua abitudine estiva: con i primi caldi lo si vedeva in paese in sella alla sua bicicletta, pantaloncini e torso nudo.  Lo conoscevano tutti. Sapevano anche della sua passione per le canzoni di Tony Renis.

Un carattere gioviale,  Tonino Porcu negli ultimi mesi, comunque, aveva risentito di un grande dispiacere. Lo scorso anno la casa di famiglia nella quale aveva abitato con la sorella venuta a mancare  in precedenza era stata gravemente danneggiata da un incendio.  I vigili del fuoco avevano detto che poteva essere stato un corto circuito ad averlo innescato, ma Tonino Porcu  aveva risposto che lui quella sera aveva staccato l’energia elettrica al piano superiore, dove le fiamme avevano cominciato a bruciare. E poi non si spiegava il vetro rotto in una finestra che appariva quasi aperta, mentre lui l’aveva lasciata chiusa. No, qualcuno era entrato ad innescare l’incendio. Danni per decine di migliaia di euro.

Ma Tonino Porcu non si era dato per vinto. Proprio qualche giorno fa i lavori di recupero dello stabile bruciato si erano  ormai conclusi. Lui nel frattempo si era sistemato nell’edificio a fianco, sempre di sua proprietà. Non era la stessa cosa: si scaldava con una stufetta, gli mancava il fuoco del suo camino.  Meditava il trasloco, ma purtroppo qualcuno gli ha tolto la vita prima.

Qualcuno che forse pensava di potergli rubare del denaro. Tonino Porcu aveva un po’ di proprietà: terreni in campagna, le due case, un locale attiguo affittato ad un ufficio, un altro a pochi metri, sempre nei paraggi della chiesetta di Sant’Antioco, che ospita un bar. Ieri il bar era chiuso per turno. C’è chi sapeva e ne ha approfittato per entrare in azione e compiere una rapina a casa dell’anziano pensionato?  Domanda in attesa di risposta.

Oggi il bar è rimasto ancora chiuso in segno di rispetto. A Ghilarza il dolore è grande. Ci si interroga di nuovo, quattro anni dopo  la drammatica vicenda dell’omicidio del Lago Omodeo, con alcuni giovani del posto coinvolti nell’efferata uccisione del diciottenne di Macomer Manuel Careddu, per una storia di droga. Altro sangue.  Ora quello che ha macchiato la casa di basalto  di Tonino Porcu, “tziu Toninu”.

Ghilarza - casa pensionato ucciso 4

Mercoledì, 23 febbraio 2022

 

Fonte: Link Oristano

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