Il Governo impugna la legge che porta da cinque a otto le province della Sardegna, approvata dalla Giunta Solinas, e proprio lui, Christian Solinas, non ci sta e promette battaglia. Ieri, il Governo Draghi ha infatti detto no all’aumento degli enti, potrebbe portare costi maggiori e sarebbe una scelta immotivata. Ma il presidente sardo smonta le motivazioni romane: “La riorganizzazione era nel programma elettorale votato dai sardi col quale abbiamo vinto le elezioni. Nella scorsa legislatura la legge di riordino del sistema delle province ha creato quella del Sud Sardegna, va da Villasimius a Teulada passano per Sanluri e nessuno ha ritenuto di voler sollevare un problema con un referendum preventivo. La legge è stata impugnata per una questione ideologica, purtroppo in alcuni casi il diritto diventa opinione. Il tema”, avvisa Solinas, “non riguarda le province intese come istituzioni foriere di poltrone come scrivono i giornali e dicono i tg. Esistono funzioni sovracomunali insopprimibili: la viabilità provinciale, migliaia di chiloemetri, è una di queste, qualcuno se ne dovrà occupare ed è peggiorata da quando c’è il gioco tra province e unione dei Comuni. Gli istituti secondari vanno manutenuti, la nostra è una riforma efficace ed efficiente per gestire questi temi. Non poltrone in più”, sono ruoli che svolgono “sindaci o consiglieri comunali e non percepiscono indennità”.“Qualcuno ha detto che la nostra scelta è spropositata perchè la Lombardia ha 12 province, peccato che la Sardegna sia più grande, 24mila chilometri quadrati contro 23mila e sia la seconda regione più grande dell’Italia. Le funzioni delle province”, prosegue il governatore sardo, “non hanno una base demografica ma sono proporzionate sull’estensione del territorio, non è pensabile gestirlo con macro enti. Solo in questa occasione, e dal 1948 non era mai successo, un solerte ufficio del Governo e qualche ministro hanno ritenuto per ragioni ideologiche di portarci all’ennesimo confronto. Andremo alla Corte Costituzionale, non ci tireremo indietro”.

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