I numeri per essere da zona gialla ci sono. Partendo dall’Rt più basso in Italia, 0,74, passando per il livello di riempimento dei posti letto negli ospedali in reparti intensivi Covid e non, abbondantemente sotto le soglie di rischio, per terminare con la situazione, tranquilla, alla voce focolai. Eppure, niente sconti per la Sardegna che dovrà vivere un’altra settimana in zona arancione. Sino a domenica 16 maggio bar e ristoranti lavoreranno solo con asporto o domicilio e sarà vietato spostarsi tra Comuni diversi. Speranza gela l’Isola, niente cambio di colore mentre la Valle D’Aosta ottiene lo “sconto” dal rosso all’arancione dopo solo una settimana. Un particolare non di poco conto, tutti si chiedono perché la scelta per la Valle D’Aosta non sia stata fatta anche per l’Isola. Il presidente Christian Solinas, con l’assessore regionale della Sanità Mario Nieddu, avevano spedito due giorni fa un dossier a Roma, dimostrando e spiegando perché la nostra regione meritasse la zona gialla. Non è bastato.Si resta ancora in semi lockdown, mentre quasi tutta l’Italia è gialla l’Isola rimane in semi lockdown. Una ennesima mazzata dopo addirittura tre settimane di zona rossa. E, come ha spiegato il presidente della commissione regionale della Sanità Domenico Gallus da noi a Radio Casteddu, la beffa nella beffa c’è tutta: “Dal 17 maggio saremo comunque gialli anche se i numeri dovessero peggiorare nei prossimi giorni”. Il motivo? I dati presi in esame non sono recentissimi. 

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