“La situazione non è preoccupante, ma di sicuro è sotto stretta osservazione. Gli ospedali al momento sono sotto controllo, però è chiaro che stiamo monitorando l’andamento e l’evoluzione dei contagi 24 ore su 24”. L’assessore Nieddu cerca di mantenere sangue freddo e razionalità, mentre la Sardegna non sta di certo vivendo il suo momento migliore. Tornata zona rossa europea, rischia ora la zona gialla per l’impennata dei contagi che ne fa in questo momento la regione con l’indice Rt peggiore d’Italia. Non solo: tutti i parametri, dall’incidenza dei contagi ogni 100mila persone alla percentuale di riempimento dei posti letto, sono sopra la media nazionale. Il tutto, in piena estate, quando teoricamente la presa del virus dovrebbe allentarsi.

A proposito di calcoli e percentuali, Nieddu però precisa: “Non possiamo considerare l’incidenza del contagio come negli altri periodi dell’anno. In questo momento in Sardegna c’è almeno il doppio delle persone residenti, quindi è ovvio che i numeri vanno pensati e valutati in base a questo. E’ chiaro che è assolutamente indispensabile che ognuno tenga il giusto comportamento, che si mantenga il distanziamento sociale e si indossino le mascherine, l’abbiamo detto più volte che la pandemia non è finita”.

Intanto, la Sardegna con la Sicilia e il Lazio, è la regione che più rischia di passare in zona gialla. “Certo leggere continuamente queste notizia su tutti i media non è favorevole all’immagine della nostra isola, speriamo che non ci siano ripercussioni dal punto di vista turistico”, dice Nieddu, che apprezza le iniziative dei sindaci che, laddove necessario, hanno optato per alcune restrizioni per non farsi sfuggire la situazione di mano. E con l’arrivo dei turisti quanto si rischia in più? “La maggior parte dei turisti che si mette in viaggio è vaccinato”, dice Nieddu. “Dall’analisi dei dati, tolti quelli in questo momento preponderanti di Cagliari e sud Sardegna, si capisce che è più un problema interno che turistico”.

Intanto, però, la terapia intensiva del Santissima Trinità a Cagliari è stata riaperta, e questo è sicuramente un campanello d’allarme anche se le percentuali di riempimento intorno al 4% sono ancora lontane dal 10% e 15% fissate dal governo per il passaggio in giallo.

Insomma, l’unico modo per uscirne è correre con i vaccini. “Lo stiamo facendo, un milione di sardi ha già ricevuto la prima dose e abbiamo tutte le forze in campo per accelerare il più possibile”. Le inoculazioni, però, al momento sono riservate prevalentemente alle seconde dosi, tanto che anche prenotarsi per le prime è diventato complicato, almeno a breve termine. “Le richieste sono aumentate molto, soprattutto da parte dei giovani in vista del green pass che entrerà in vigore il 6 agosto. Cercheremo di soddisfarle, sperando che vengano distribuite più dosi in modo da poter accelerare ancora, anche in vista della ripresa dell’anno scolastico”.

L'articolo Nieddu: in Sardegna situazione Covid non preoccupante ma sotto stretta osservazione proviene da Casteddu On line.

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