Nasce da un corso gratuito erogato dall’agenzia Formatica Scarl la nuova app che aiuterà i giovanissimi a conoscere meglio la storia del “Ghetto” di Cagliari. Lo strumento, scaricabile sul sito del Camù (Consorzio Centri d’Arte e Musei di Cagliari) e disponibile al momento solo per il sistema operativo Android, è stato realizzato da due giovani che hanno preso parte al percorso “Il Gaming per il turismo culturale”, legato al progetto formativo “AgrITour – Innovative Training in Agrifood, ICT and Tourism”, operazione finanziata dalla Regione Autonoma della Sardegna e cofinanziata al 50% con risorse del FSE.

Si tratta di Marco Ruffi, 30 anni di Cagliari, e Andrea Zago, 32enne di Muravera (Sud Sardegna) i quali hanno terminato con successo il percorso al termine dello scorso anno. Il lavoro è iniziato durante uno stage ed è stato poi affinato e concluso fino a quando, in queste settimane, la app è stata definitivamente rilasciata.

«Il Camù ci ha fatto conoscere uno dei loro progetti – racconta Andrea Zago – ovvero di realizzare dei quaderni didattici per accompagnare la visita dei ragazzi più giovani. Per questo noi abbiamo deciso di utilizzare parte delle conoscenze acquisite durante in corso per digitalizzare questa esperienza. Ne è nata un’applicazione con la stessa finalità, con un tour virtuale del Ghetto accompagnato con dei semplici giochi».

«Il Ghetto ci è stato proposto dallo stesso Camù – prosegue Marco Ruffi – abbiamo avuto delle difficoltà iniziali nello strutturare l’applicazione, in quanto è stata una cosa che si è evoluta mentre la sviluppavamo. Abbiamo studiato le informazioni storiche ed è stato bello scoprire alcuni tabù, come per esempio il fatto che lì gli ebrei non abbiano mai vissuto».

Tramite l’applicazione i bambini, ma non solo, possono così andare alla scoperta dei tesori di epoca spagnola e sabauda del centro cagliaritano assieme a Carlo, militare del Corpo dei Dragoni di Sardegna. Con lui è possibile conoscere la storia del Bastione di Santa Croce, uno dei baluardi che cinquecento anni fa difendevano la città, la grande terrazza panoramica sui quartieri storici della città, infine accedere al sottosuolo passando negli spazi ricavati tra le massicce mura del baluardo, nella sala cannoniera, attraverso la porta di soccorso, le segrete e scoprendo il pozzo del vento. A tutto questo si uniscono dei giochi didattici che fungono da verifica sulle conoscenze acquisite.

 

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